nuove polemiche tra salvini e m5s

Incendio doloso distrugge la sede dei vigili urbani a Mirandola: due morti


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(Ansa)

2' di lettura

È di due morti, due feriti gravi e 16 intossicati il bilancio aggiornato dell'incendio che si è sviluppato la notte scorsa intorno alle 2 nella sede della Polizia locale di Mirandola, nel Modenese. Secondo una prima ricostruzione l'incendio, di origine dolosa, ha distrutto alcuni uffici al piano terra di un edificio con abitazioni ai piani superiori. Le fiamme avrebbero provocato un'esplosione che ha coinvolto anche un appartamento del primo piano, dove a causa del fumo sono morte nel sonno due persone, un'anziana allettata di 84 anni e la sua badante di 74 anni. In condizioni critiche il marito dell'inferma, sempre per via del fumo inalato.

Poche ore dopo l'incendio i Carabinieri di Carpi hanno fermato il presunto responsabile, un giovane di origine nordafricana con numerosi precedenti, da poco raggiunto anche da un ordine di espulsione. Il giovane è stato arrestato con le accuse di furto aggravato, danneggiamento a seguito di incendio e morte come conseguenza di altro delitto. Secondo gli inquirenti il ragazzo avrebbe forzato l'ingresso della struttura e appiccato le fiamme. Non è chiara la motivazione alla base del gesto ma non si esclude la pista di una vendetta per un provvedimento della stessa municipale nei suoi confronti.

«Una preghiera e un abbraccio alle famiglie delle vittime. Altro che aprire i porti! Azzerare l'immigrazione clandestina, in Italia e in Europa, è un dovere morale: a casa tutti!». Così il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, commenta su Twitter la vicenda di Mirandola. «Quanto accaduto stanotte - aggiunge parlando a Lecce, dove è in trasferta per un comizio e la firma del "Patto per la sicurezza" - è l'ennesimo episodio di violenza da parte di un immigrato con due
morti, testimonia alla faccia di chi vuole i porti aperti, che quei porti bisogna blindarli, in Italia e in tutta Europa».

A stretto giro, fonti M5S confermano la vicinanza dei pentastellati « alla famiglia e ai cari delle vittime del rogo di Mirandola», senza però perdere l'occasione di una replica mirata su un tema caldo della campagna elettorale. «Ci auguriamo - sottolineano le stesse fonti - che quel criminale paghi quel che deve, ma ci sorprende ascoltare dal Viminale esortazioni da campagna elettorale, quando dovrebbe essere proprio il Viminale a chiarire perché quell'uomo con intenzioni omicide era libero di circolare in giro in Italia fin arrivare ad appiccare il fuoco a degli uffici della Polizia locale». «Se fosse stato già rimpatriato - concludono - oggi non ci troveremmo davanti a questo problema»,

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