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Incendio in una chiesa in Egitto: 41 vittime. La causa un guasto a un condizionatore

Ci sono anche 14 feriti, che sono stati trasportati negli ospedali di Imbaba e di Al Agouza

Aggiornato il 14 agosto 2022 alle ore 19,20

Egitto, incendio in una chiesa copta

2' di lettura

Quarantuno persone sono morte in un incendio scoppiato nella chiesa cristiana copta di Abu Sifine a Imbaba, nel governatorato di Giza, vicino al Cairo. L’incendio è scoppiato mentre in chiesa si stava celebrando la messa, con circa cinquemila fedeli presenti. Nella calca per fuggire dal fumo soffocante, anche molti bambini sono stati travolti.
Le fiamme sono state provocate da un cortocircuito del condizionatore d’aria vicino a un generatore di corrente, secondo le autorità locali. Al ripristino dell’erogazione di elettricità, una scintilla avrebbe innescato il rogo, come ha reso noto il viceministro dell’Interno e direttore della sicurezza di Giza, Hicham Nasr, dopo che gli esperti si sono recati sul posto per le indagini una volta domato l’incendio.

Il ministero della Salute ha detto di aver inviato 37 ambulanze per soccorrere i feriti, che ammontano a 14. Tra le vittime, secondo quanto riferito, ci sarebbe anche Abdel Masih, sacerdote della chiesa di Abu Sifin.

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Non sono mancate le reazioni ufficiali: il presidente dell’Egitto, Abdel Fattah al-Sisi, ha subito scritto su Facebook di seguire da vicino gli sviluppi dell’incidente, ordinando agli apparati e alle istituzioni statali competenti di adottare tutte le misure necessarie e di fornire assistenza ai feriti. Il capo dello Stato egiziano ha poi affermato di aver “presentato le sue condoglianze per telefono” a Tawadros II, capo della Chiesa ortodossa copta dal 2012.

Il primo ministro, Mostafa Mabdouly, ha dichiarato che il governo darà 100.000 sterline egiziane alle famiglie di ogni vittima e 20.000 sterline, a seconda del grado di lesioni, ai feriti.

Il grande imam di Al-Azhar, la principale istituzione musulmana egiziana, ha espresso le proprie condoglianze per “il tragico incidente” e ha affermato “la disponibilità degli ospedali di Al-Azhar ad accogliere i feriti”.

I copti sono la più grande comunità cristiana del Medio Oriente e rappresentano almeno 10 milioni sui 103 milioni di cittadini egiziani. La minoranza religiosa in passato ha subito attacchi di matrice jihadista e denunciato discriminazioni nel Paese a maggioranza musulmana. I copti sono bersaglio di violenze in particolare dopo che Sisi nel 2013 ha rovesciato il suo predecessore islamista, Mohamed Morsi. L’attuale presidente è il primo leader egiziano a partecipare ogni anno alla messa copta di Natale e ha recentemente nominato il primo giudice di questa comunità religiosa a capo della Corte costituzionale suprema.

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