ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl rilancio dell’automotive

Incentivi auto, dall’allargamento alle aziende alla proroga per le consegne: il governo apre a modifiche

Intervenuto a Verona all’Automotive Dealer Day, il ministro dello Sviluppo economico Giorgetti ha aperto alla possibilità di apportare modifiche al decreto

Auto e moto, da lunedì gli ecoincentivi

2' di lettura

All’indomani del varo degli incentivi per le auto ecologiche, il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti ha rilanciato con un allargamento degli aiuti di Stato alle aziende, per ora escluse, e con la proroga dei termini nelle consegne delle auto imposta dalla normativa.

Giorgetti: decreto perfettibile

Intervenuto all’Automotive Dealer Day, in corso a Verona, il ministro ha chiarito all’intera filiera automotive, che in questi mesi ha pressato il governo non solo perché desse l’avvio agli aiuti ma anche per ottenere un piano di ampio respiro per risollevare l’intero comparto, che il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lunedì 16 maggio dopo «una lunga gestazione», è «perfettibile».

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L’apertura alle aziende

Il primo punto su cui Anfia, Unrae e Federauto hanno richiamato il titolare dello Sviluppo economico è l’aver tenuto fuori le aziende. «Le persone giuridiche sono le maggiori acquirenti di auto - ha sottolineato Michele Crisci, presidente di Unrae - e quelle che più fanno girare il mercato. Ma anche le più tartassate. Non soltanto per l’impossibilità di scaricare l’Iva come avviene nel resto d’Europa, ma anche perché non possono contare sugli incentivi». Sull’apertura alle aziende, Giorgetti si è detto possibilista «purché il ministro dell’Economia, Franco, ci aiuti a trovare un varco». Il vero tema caldo è la transizione ecologica, con incentivi studiati appositamente - ha sottolineato il ministro - per consentire alle famiglie meno abbienti di cambiare vecchie auto Euro 4 in favore di motorizzazioni più ecocompatibili.

L’appunto della filiera, sul tema, è l’assenza di incentivi per l’acquisto di auto usate di nuova generazione, come quelle dismesse dai parchi aziendali, ma ancora perfettamente efficienti. Giorgetti ha invitato a fare «attenzione nel voler perseguire la transizione senza considerare la sostenibilità economica e sociale», che alla lunga può causare un «disastro politico». E ha rivendicato l’apertura della gigafactory di Termoli come un successo contro il dramma occupazionale.

Il termine dei 180 giorni tra l’ordine e la consegna

L’emorragia di immatricolazioni vede uniti filiera e governo per la mancanza di proventi, da un lato, e gettito, dall’altro: dagli 1,9 milioni di vetture immatricolate nel 2019, infatti, si è crollati a 1,4 milioni. E gli incentivi rischiano di essere troppo restrittivi, perché richiedono un massimo di 180 giorni tra l’ordine e la consegna. «Davvero pochi - ha messo in evidenza Crisci - perché fatichiamo a riempire i piazzali». Anche su questo, Giorgetti ha aperto. «L’importante adesso era partire - ha affermato - e per i limiti temporali esistono sempre le proroghe: il governo è cosciente delle difficoltà dovute alla guerra e alla crisi dei chip».

Fondi Pnrr per finanziare infrastrutture auto elettriche

Sulla cronica carenza di infrastrutture per le auto elettrificate da tutti lamentata, Giorgetti ha proposto di attingere ai fondi del Pnrr un piano anche per la carenza di infrastrutture per le auto elettriche ed elettrificate. E ha concluso rivendicando di aver cercato di fare «pulizia industriale», ma che ora c’è bisogno di aziende che abbraccino la sfida del futuro «sapendo che il governo è al loro fianco».

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