ANALISI

Incentivi auto esauriti, ecco perché sono stati incapaci di rilanciare il mercato e svecchiare il parco

Gli operatori di settore lanciano l'allarme sulla situazione del mercato automobilistico italiano

di Pier Luigi Del Viscovo

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(AdobeStock)

Gli operatori di settore lanciano l'allarme sulla situazione del mercato automobilistico italiano


2' di lettura

Venerdì 11 settembre sono finiti gli incentivi all'acquisto di macchine tra 91 e 100 gr/km di CO2. Cosa significa questa notizia?

Primo. Una promozione che finisce dopo poche settimane ha il sapore della presa in giro. La stima è che circa 100.000 vendite abbiano beneficiato degli incentivi di quarta fascia: quante di queste sarebbero state fatte lo stesso è la domanda del secolo, nel marketing. Ora, un mercato che perde 600.000 auto non lo risollevi aggiungendo 50/60mila unità, nei segmenti di prezzo intorno ai 20.000 euro dove i margini sono risicati e imponendo agli operatori un contributo medio di 1350 euro, con/senza rottamazione.

Secondo. Non si può andare contro la volontà dei consumatori. Pochissimi scelgono le vetture elettriche o ibride plug-in, le fasce fino a 20 e da 21 a 60 gr/km, nonostante per queste gli incentivi vadano da un minimo di 3.500 a un massimo di 10.000 euro. Infatti, i fondi stanziati ci sono ancora e lì resteranno. Michele Crisci, presidente di Unrae, sostiene che “l'impossibilità di travasare le risorse da una fascia di emissioni all'altra rende l'incentivo incoerente rispetto alle sue finalità di ripresa del mercato e rinnovo del parco circolante”.

Terzo. I limiti alle emissioni di CO2 non sono dei numeretti con cui giocare ma l'oggetto di ingenti investimenti. Da anni l'UE ha fissato un limite a 95 gr/km che, come spiega Fabrizio Faltoni, presidente di Ford Italia, “è infatti il valore obiettivo medio che tutte le case sono chiamate a rispettare nel 2020, verso il quale con largo anticipo ogni costruttore aveva investito. Molte auto quindi sono state costruite pensando a questo limite e molte di esse rientrano proprio nella fascia 90-95.”

Aver posto il limite tra la terza e la quarta fascia di incentivi a 90 gr/km ha spiazzato tutti. Molte vetture che stanno tra 90 e 95 gr/km attingono così alle risorse della quarta fascia, che infatti è andata esaurita oggi, mentre avrebbero potuto usare i fondi della terza fascia, meno affollata come offerta e, soprattutto, come domanda.

Ultimo, ma non ultimo. L'effetto sui clienti è devastante. Molti vanno in concessionaria attirati dalla pubblicità del costruttore sugli incentivi. Una volta lì, si sentiranno opporre che i fondi sono finiti. Quanti penseranno che sia il concessionario a rifiutare l'accesso perché non disponibile a metterci la sua parte? Giocare con la fiducia dei clienti è quanto di più lontano si possa fare per rilanciare i consumi.

In conclusione, la fine degli incentivi per la quarta fascia è il frutto di approssimazioni e scarsa conoscenza delle dinamiche dei consumi. Se si vuole che i mercati rispondano, bisogna parlare nella loro lingua.

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