COMPETITIVITà: LA «LEGGE 14»

Incentivi-calamita per imprese e cervelli

di Chiara Bussi


3' di lettura

«Avevamo intenzione di effettuare investimenti in Europa, poi la scelta è ricaduta sull’Emilia-Romagna. A fare la differenza sono stati gli incentivi che premiano l’insediamento e lo sviluppo nella regione».

L’ad di Avl Italia Domenico Dino Brancale torna con la mente al febbraio 2017, quando l’azienda da lui guidata ha deciso di partecipare al bando sull’attrattività, previsto dalla legge regionale 14 del 2014. Destinazione Cavriago, a una decina di chilometri da Reggio Emilia, per un investimento da 10,5 milioni di cui 3,28 finanziati attraverso il contributo della Regione per programmi ad alto contenuto tecnologico. Il verdetto, con l’ammissione del gruppo austriaco tra i vincitori, è arrivato otto mesi dopo. «Da allora - spiega - le 52 nuove assunzioni previste sono diventate 80, tutte figure altamente specializzate e per il 90% laureati» per dare vita a un centro di ricerca grazie all’acquisizione di un ramo d’azienda della Landi Renzo. Un focus sull’innovazione e un freno alla fuga dei cervelli. «Con la nostra azione - sottolinea Brancale - abbiamo anche consentito a cinque ingegneri che si erano trasferiti in Inghilterra di tornare in Italia».

Avl è una delle aziende attratte dalla “calamita” della legge 14 che premia chi scommette sulla regione, sulla sua competitività e capacità di creare occupazione. In tutto sono 18 le imprese che hanno già ottenuto finanziamenti (un mix tra risorse regionali ed europee): 13 con il primo bando, 5 con il secondo. Sei di queste sono controllate da gruppi stranieri. Complessivamente hanno ricevuto 52,5 milioni di incentivi su 162,7 milioni di investimenti finanziabili e un totale di 560,1 milioni di investimenti totali. Ad esse vanno sommate le 17 imprese che sono state ammesse ai finanziamenti nell’ambito del terzo bando. La lista dei beneficiari verrà diffusa a breve, ma in totale sono dunque 35 le aziende che hanno deciso di puntare sull’Emilia-Romagna grazie a questi incentivi che sommando i tre avvisi hanno raggiunto quota 74,5 milioni, mentre sono 219,4 milioni gli investimenti ammessi a contributo. Nuova linfa al territorio con un impatto anche sull’occupazione per un totale di 1.977 nuovi posti di lavoro (1.204 con il primo bando, 252 con il secondo e 521 con il terzo), dei quali 1.049 laureati . E si scaldano già i motori per un nuovo avviso. «L’interesse è alto - dice l’assessore alle attività produttive Palma Costi - e a ottobre dovremmo aprire il quarto bando». Tra i primi a “prenotarsi” c’è proprio Avl: «Abbiamo altri piani di sviluppo in Italia - dice l’ad - e intendiamo partecipare alla prossima call».

La legge 14, spiega l’assessore, «è nata per accrescere l’attrattività e la competitività del sistema produttivo ed è diventata uno strumento operativo di supporto alle imprese che vogliono insediarsi o espandere la propria attività in Emilia-Romagna». Calamita per gli investimenti e volàno per il territorio. Tutto ruota intorno all’Accordo per l’insediamento e lo sviluppo firmato dalla Regione, dall’impresa proponente e dagli altri attori in gioco. Precisa gli incentivi previsti, la dimensione dell’investimento, l’impatto sull’occupazione, i tempi e le procedure per la realizzazione. «Nella nostra valutazione - spiega Costi - è determinante la misurazione delle ricadute dell’investimento previsto sulla filiera».

Ogni bando ha la propria specificità. Così, aggiunge l’assessore, «il primo ha posto l’accento sulla filiera di qualità» e ha visto la partecipazione di aziende dei settori della meccatronica e della motoristica: dal nuovo modello di Suv di Lamborghini fino a Elettric 80 con una nuova generazione di sistemi di movimentazione e navigazione. Il secondo ha premiato le eccellenze regionali e le start up innovative, dall’imolese Sacmi (macchine per il packaging) alla modenese Energy Way che ha investito su un centro di ricerca per l’analisi dei big data applicati all’industria e all’economia. L’elenco delle vincitrici sfata anche un luogo comune. Tra le aziende che si sono aggiudicate i finanziamenti non c’è Philip Morris. «La multinazionale americana - sottolinea Costi - non ha avuto accesso a questi finanziamenti, ma ha deciso di investire nella nostra regione a più riprese perché qui ha trovato un habitat favorevole alla propria espansione. Il nostro obiettivo è proprio questo: tutti gli incentivi in campo rappresentano i tasselli di un grande puzzle per favorire non solo l’appeal della regione ma anche il supporto alla sua competitività, da Piacenza a Rimini. Un ecosistema composto da 10 tecnopoli, oltre 90 laboratori di ricerca industriale, 7 cluster, 4 università e una rete di Pmi di eccellenza».

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