ENERGIA

Incentivi verdi, nuovo patto per l’Italia

di Federico Rendina


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(AP)

3' di lettura

Una nuova rivoluzione dell’energia verde a costo zero e perfino con un effetto volano sull’economia e sull’innovazione? Si può fare, giurano gli analisti di Althesys. Che in vista della nuova strategia energetica nazionale promessa dal governo hanno preparato un breviario in otto mosse. Che garantirebbero all’Italia benefici abbondantemente superiori ai 3 miliardi di euro l’anno. La soluzione – sostengono in uno studio che sarà presentato domani a Milano in occasione della Settimana dell’energia – è in un nuovo patto tra Stato e industria delle energie rinnovabili per garantire la redditività degli investimenti attraverso l’uso estensivo di “contratti per differenza” per non aggravare ulteriormente le bollette degli italiani. Incentivi mirati dovranno semmai premiare l’efficienza energetica: dai sistemi intelligenti per governare l’energia distribuita ai progetti per le Smart Grid e le Smart City, dai contatori intelligenti 2.0 capaci di fare da supporto alla nuova rivoluzione tecnologica e ai sistemi di accumulo dell’energia rinnovabile.

Ecco più in dettaglio le otto proposte. Serve innanzitutto un impulso all’efficienza energetica come «leva fondamentale per raggiungere target della Ue» riducendo così al minimo gli investimenti nuova capacità rinnovabile e i relativi oneri sulle bollette. La Ue ci impone di incrementare ulteriormente l’efficienza del 30% al 2030. Siamo già un paese mediamente efficiente rispetto agli altri ma secondo gli analisti ci sono gli spazi non solo per raggiungere ma anche per superare l’obiettivo.

Il secondo consiglio è dedicato al rinnovamento degli impianti eolici e idroelettrici. Possono consentire di recuperare circa 15 terawattora di energia al 2030 rispetto allo scenario tendenziale «con costi decisamente contenuti»: 37 milioni di euro l’anno. Da canalizzare innanzitutto su «aste e contingenti dedicati al rinnovamento» per circa 3,5 gigawatt per il solo eolico. Lo strumento? Quello, appunto, di «contratti per differenza» che coprano l’eventuale scostamento in negativo tra il prezzo di mercato dell’energia e la tariffa aggiudicata in asta, affiancati da drastiche semplificazioni normative.

Il terzo consiglio riguarda le bioenergie. I vecchi incentivi si stanno esaurendo e per evitare il decadimento si suggerisce introdurre anche qui contratti per differenza della durata di 10 anni da calibrare sui costi delle tecnologie. Il quarto suggerimento riguarda i grandi impianti di nuova installazione allestiti dagli operatori commerciali. Anche in questo caso lo strumento principale potrebbe essere quello dei contratti per differenza assegnati dal 2020 con aste fino a 6,4 GW per l’eolico e 8,7 GW per il fotovoltaico.

Il quinto punto riguarda il ruolo decisivo del fotovoltaico di taglia minore, compreso il residenziale, decisivo per concretizzare davvero quello scenario della generazione distribuita a cui gli analisti attribuiscono un ruolo chiave nell’innovazione dei sistemi energetici. Althesys suggerisce di puntare ad un incremento fino a 4,7 GW di capacità favorendo, anche con strumenti fiscali, non solo il residenziale ma anche l’autoconsumo nell’industria e lo sviluppo dei sistemi efficienti di utenza (i SEU, ovvero le reti private).

Sesto consiglio: guai a sottovalutare la sinergia tra rinnovabili e termoelettrico. Al 2030 dovremo allestire un mix capace di garantire al tempo stesso la copertura del fabbisogno sempre e comunque riducendo al minimo l’import.

Il settimo capitolo è dedicato alla smart energy: reti intelligenti, contatori di nuova generazione, sviluppo degli accumuli. L’innovazione tecnologica” è essenziale per gestire la trasformazione in corso. E’ dunque cruciale “il ruolo dei policy maker e dei regolatori nell’indirizzare e favorire gli investimenti in queste aree”. Il capitolo finale esorta infine a potenziare le interconnessioni con l’estero promuovendo insieme all’Europa l’uniformità delle regole e dei meccanismi di scambio. Solo così potremo “aumentare la flessibilità del sistema riducendo i rischi di inadeguatezza”.

«Con le misure proposte – afferma Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys – si potrebbe ottenere una produzione di rinnovabili al 45%. Con un risparmio di combustibili importati per circa 1,8 miliardi di euro l’anno contro oneri medi annui per incentivazione di circa 300 miliardi. Insomma un beneficio netto di 1,5 miliardi l’anno solo per questo aspetto. L’efficienza energetica del 33% garantirebbe poi un risparmio di circa 1,6 miliardi di euro. Che diventa circa il doppio se si considera il costo in bolletta per i consumatori».

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