Ipotesi di corruzione

Inchiesta sugli appalti al Miur, in carcere l’editore Bianchi di Castelbianco

L’imprenditore è accusato di concorso in corruzione e rivelazione e utilizzazione del segreto istruttorio. Altre due persone agli arresti domiciliari

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Ordinanza di custodia cautelare in carcere per Federico Bianchi di Castelbianco, editore dell’agenzia di stampa Dire. L’arresto avviene nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma su una presunta corruzione nell’affidamento di appalti al ministero dell’Istruzione. Agli arresti domiciliari sono finite altre due persone. I reati contestati sono concorso in corruzione e rivelazione e utilizzazione del segreto istruttorio.

Le indagini

Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, hanno riguardato diversi episodi corruttivi nei confronti dell'ex capo dipartimento del ministero dell’Istruzione Giovanna Boda. Sono stati individuati bonifici e passaggi di denato in contante oltre a spese di carattere personale. Bianchi di Castelbianco è amministratore di fatto e di diritto di tre società e di una fondazione, tutte con sede a Roma nel settore della comunicazione e della formazione, che, nel periodo 2018-2021, hanno ricevuto affidamenti da parte di Istituti scolastici per circa 23 milioni di euro, oggetto di ulteriori indagini.

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Sequestrati 340mila euro alla dirigente del Miur

Oltre alle tre misure cautelari disposte dal gip di Roma, è stato disposto anche il sequestro preventivo di circa 340mila euro nei confronti dell’ex dirigente del ministero Boda che nell’inchiesta risulta indagata per corruzione. Boda, in base a quanto emerso dalle indagini del Nucleo Valutario della Guardia di Finanza, dal 2018 all’aprile del 2021 avrebbe percepito utilità per oltre 500mila euro dall’imprenditore arrestato. Utilità che sarebbero che consistite nella messa a disposizione di carte prepagate, bonifici, contanti, spese per noleggio auto, canone di locazione per l’appartamento dei genitori, il pagamento delle spese per la domestica, promesse di assunzioni e acquisti di immobili da mettere nella disponibilità di Boda, trattamento medici e lezioni di violino.

Secondo l’accusa Castelbianco in cambio sarebbe stato favorito er ottenere una corsia preferenziale in una serie di affidamenti per un ammontare di circa 23 milioni di euro. L'imprenditore, secondo quanto emerso dalle indagini partite da alcune segnalazioni Sos di operazioni sospette, avrebbe partecipato a riunioni al ministero senza averne titolo. Dagli accertamenti svolti dalla Guardia di Finanza non è emerso il coinvolgimento dei ministri che si sono succeduti. Oltre a Bianchi di Castelbianco, finito in carcere, sono stati disposti i domiciliari per Valentina Franco e Fabio Condoleo, dipendenti dell’imprenditore ma di fatto collaboratori della Boda.

La nota del Cdr

In una nota il Comitato di redazione (la rappresentanza sindacale dei gionalisti) dell’agenzia di stampa Dire scrive che «i giornalisti dell’agenzia stampa Dire, anche in rappresentanza delle aree tecniche e amministrative dell’azienda, appresa la notizia riguardante i provvedimenti odierni a carico dell’editore, sottolineano che il loro lavoro va avanti garantendo continuità professionale e quell’impegno che da sempre li contraddistingue nel raccontare i territori e le istituzioni».

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