«Assunzioni condizionate»

Inchiesta su assunzioni Università: 33 indagati. Ci sono anche Galli e Andreoni

Il nome del virologo compare fra i 24 docenti coinvolti per un presunto caso di concorsi truccati

Inchiesta università, Galli: "Sono tranquillo, sono cose di cui non ho contezza"

3' di lettura

Sono 33 le persone indagate nell’inchiesta della procura di Milano su presunti concorsi truccati all’università. Tra gli indagati compaiono 24 docenti province di atenei a Milano (Statale, Bicocca e Cattolica), Pavia, Torino, Roma e Palermo, inclusi i virologi Massimo Galli e Massimo Andreoni. L’inchiesta verte su presunte iscrizioni e nomine irregolari per un episodio di turbativa e falso ideologico.

Quattro richieste di consegna di atti e documenti

I Nas di Milano hanno anche eseguito una serie di provvedimenti, in particolare quattro richieste di consegna di atti e documenti «con eventuale perquisizione in caso di mancata consegna», nove e inchieste di consegna di atti e documenti e nove decreti di esibizione di documentazione in originale, comprensivi dell'acquisizione del contenuto delle caselle di posta elettronica di 29 tra mail personali di docenti ed quelle mail da loro utilizzate presso gli Atenei.

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L’indagine partita dalle iscrizioni alla Statale di Milano

L'indagine sui presunti concorsi universitari truccati è stata avviata nel marzo 2018, su segnalazione di irregolarità nella gestione delle iscrizioni a numero chiuso alla facoltà di medicina ed Odontoiatria dell'Università Statale di Milano. Lo spiegano i Nas di Milano. L’indagine ha ad oggetto «più episodi di condizionamento delle assunzioni pubbliche di docenti ordinari ed associati - ma anche di assistenti e dirigenti ospedalieri - secondo criteri non meritocratici, ma volti a favorire specifici candidati tramite la preventiva “profilazione” dei bandi di concorso sul prescelto da favorire, ed anche grazie alla puntuale scelta di compiacenti membri delle commissioni concorsuali».

L’accusa a Galli: ha favorito due candidate

Massimo Galli in qualità di professore all’Università degli Studi di Milano, «dipartimento di scienze biomediche e cliniche» al Sacco, e di direttore del reparto di malattie infettive, avrebbe «turbato» con «promesse e collusioni», in concorso col dg della Asst Fatebenefratelli-Sacco Alessandro Visconti e la collega Manuela Nebuloni, la procedura per assumere a tempo determinato «4 dirigenti biologi» per favorire in particolare «due candidate». Assunzioni che erano, invece, «fortemente» osteggiate da Maria Rita Gismondo, anche lei nota virologa del Sacco. È uno degli episodi contestati, come si legge nel decreto dei pm.

In particolare, Galli avrebbe truccato il «concorso» per favorire un candidato risultato vincente e avrebbe commesso un falso come componente della «commissione giudicatrice» sul verbale di «valutazione dei candidati» il 14 febbraio 2020. Avrebbe attestato che il «prospetto contenente i punteggi attribuiti fosse il risultato del lavoro collegiale», mentre fu «concordato» solo dopo. Lo scrivono i pm.

Indagato anche virologo Andreoni

Oltre a Massimo Galli, anche un noto virologo in prima linea durante l’emergenza Covid è indagato dalla Procura di Milano per la vicenda dei presunti concorsi pilotati di docenti e di personale sanitario e irregolarità nelle iscrizioni alle facoltà di medicina.È Massimo Andreoni, ordinario alla Sapienza di Roma, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e primario al policlinico Tor Vergata. Andreoni, risponde di falso in concorso con Galli e altri colleghi, come componente della commissione giudicatrice del concorso bandito nel luglio 2020 per un professore di seconda fascia all’università di Torino.

Pm: clientelismo e non meritocrazia

I pm parlano di un sistema «clientelare», capace di inquinare in maniera costante la regolarità delle procedure di selezione. «Hanno inquinato sistematicamente la regolarità delle procedure di selezione» ai concorsi «sostituendo logiche clientelari al metodo meritocratico e al principio di imparzialità». È scritto nel provvedimento con cui la procura di Milano ha disposto perquisizioni e acquisizioni di documenti, anche informatici, nell’ambito dell’inchiesta su presunti concorsi universitari pilotati.

Il rettore della Statale: fiducia per i nostri ricercatori

«Nel confermare la nostra piena collaborazione alle indagini in corso, esprimo piena fiducia nel lavoro di tutti i nostri ricercatori». Così il rettore dell’Università Statale di Milano, Elio Franzini, in merito all’inchiesta della procura di Milano su presunte iscrizioni e nomine irregolari per un episodio di turbativa e falso ideologico. «Posso dire a nome dell’intera comunità della Statale - continua - che stiamo seguendo con un senso di sconcerto e sgomento profondi quanto sta accadendo. Si tratta di ipotesi per ora, ma di una gravità senza precedenti per la Statale».

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