indagini su ex fondazione di renzi

Inchiesta su Open, l’imprenditore Marco Carrai tra gli indagati

Attiva dal 2012 al 2018, era nata per sostenere le iniziative politiche di Matteo Renzi, tra le quali la convention della Leopolda. Tra i reati contestati a vario titolo dalla Procura riciclaggio, traffico di influenze ed autoriciclaggio


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Perquisizioni della Guardia di Finanza a Firenze e in altre 10 città legate a un’indagine della procura sulla fondazione Open, nata per sostenere le iniziative politiche di Matteo Renzi (nella foto il senatore di Italia Viva)

3' di lettura

Perquisizioni della Guardia di Finanza a Firenze e in altre città italiane nell’ambito delle indagini relative all’inchiesta della procura fiorentina sulla Fondazione Open che era stata costituita per sostenere le iniziative politiche dell’ex premier, attuale senatore di Italia Viva Matteo Renzi. I reati contestati a vario titolo dalla Procura vanno dal riciclaggio, al traffico di influenze, l'autoriciclaggio e il finanziamento illecito. Secondo le indagini coordinate dal procuratore capo Giuseppe Creazzo Open sarebbe stata una «articolazione» del Partito democratico.

Tra gli indagati dell'inchiesta risulta anche l'imprenditore Marco Carrai, amico personale di Matteo Renzi e già membro del Cda della stessa Open. Secondo quanto riferiscono fonti vicine all'inchiesta le Fiamme Gialle avrebbero perquisito l’ufficio di Carrai, notificandogli anche l’avviso di garanzia. L'imprenditore sarebbe stato il riferimento dentro la fondazione di parte dei finanziatori su cui si è diretta l'attenzione degli inquirenti. «Ho fiducia che la magistratura chiarirà presto la mia posizione. So di non aver commesso reati e di aver sempre svolto i miei compiti rispettando la legge», sono le sue prime dichiarazioni a caldo.

Bianchi: «Tutto alla luce del sole»
«Rinnovo la mia piena collaborazione con la magistratura affinché sia fatta chiarezza prima possibile sull'indagine che mi riguarda. Sin da subito mi sono messo a disposizione fornendo qualsiasi atto mi fosse richiesto. Del resto tutte le entrate e le uscite della Fondazione Open sono tracciabili, perché avvenute con bonifico, carte di credito. È stato fatto tutto alla luce del sole. Messo nero su bianco». Lo afferma in una nota l’avvocato Alberto Bianchi, ex presidente di Open. Aggiunge che «si sta facendo una polemica strumentale che potrebbe toccare qualsiasi politico e qualsiasi amministratore».

Perquisiti in tutta Italia
Le perquisizioni sono state oltre una ventina a Milano, Torino, Roma, Napoli, Parma, Bari, La Spezia, Pistoia, Alessandria e Modena, e riguardano anche case e uffici di finanziatori della medesima fondazione. L’inchiesta vuole chiarire i rapporti tra la fondazione Open e, appunto, i suoi finanziatori.

La Gdf cerca carte credito dei parlamentari
Oltre ai documenti, le Fiamme Gialle starebbero anche cercando carte di credito e bancomat che sarebbero stati messi a disposizione di parlamentari. In particolare i finanzieri sarebbero incaricati dalla procura di trovare documenti - tipo ricevute - relativi a presunti rimborsi spese versati dalla Open ad alcuni parlamentari.

Di Maio: in Contratto commissione su fondi ai partiti
I Cinque Stelle chiedono un’inchiesta parlamentare. «È evidente - ha detto il capo politico Luigi Di Maio - che c’è un problema serio per quanto riguarda i fondi e i finanziamenti che ricevono i partiti. Lo abbiamo chiesto in più occasioni e continuiamo a farlo oggi: serve subito una commissione d’inchiesta sui fondi ai partiti. Lo chiederemo nel contratto di governo che vogliamo far partire a gennaio. Si chiami patto, contratto, accordo, l’importante è che ci siano i contenuti. Questo Governo durerà tre anni, se le forze politiche di Governo saranno compatte».
nell'inchiesta Open.

Conte: commissione su partiti? Parlamento è sovrano
Il presidente del Consiglio, intervenuto a una conferenza organizzata dall’Aci, ha commentato le dichiarazioni di Di Maio sulla vicenda della Fondazione Open. «Il Parlamento è sovrano - ha sottolineato - quindi da questo punto di vista qualsiasi commissione» venga istituita è giusto che ci sia visto «che c’è molta attenzione da parte delle forze politiche sul sistema dei finanziamento» ai partiti. «Non voglio intervenire - ha aggiunto Conte - nell’ambito specifico di una inchiesta di cui non conosco nessun risvolto. Siamo agli inizi non mi permetto di fare valutazioni riguardo a inchieste in corso».

Traffico di influenze
L’avvocato Bianchi, in passato presidente della Fondazione, risulta indagato per traffico di influenze illecite tra il 2016 e il 2018. La perquisizione eseguita oggi nei suoi confronti «è un’integrazione della precedente perquisizione effettuata nel settembre scorso», ha spiegato il legale di Bianchi, l’avvocato D’Avirro. La perquisizione - ha aggiunto - viene eseguita in relazione alle sole ipotesi di reato di finanziamento illecito e traffico di influenze illecite, e non di altri reati come in maniera malevolmente suggestiva è stato comunicato da alcuni quotidiani».

Attiva dal 2012 al 2018, la Fondazione ha sostenuto anche la convention della Leopolda

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