DAL 2007 AL 2012

Inchiesta Ue su 8 banche per un «cartello» sui titoli di Stato

di Beda Romano


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1' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – La Commissione europea è tornata ad indagare su possibili cartelli, colpevoli di ostacolare la libera concorrenza nel mercato unico. L'esecutivo comunitario ha annunciato oggi di avere aperto una indagine contro otto banche che si sarebbero accordate nelle contrattazioni sul mercato obbligazionario tra il 2007 e il 2012. La nuova indagine è diversa da quella aperta in dicembre contro quattro istituti di credito, anch'essi accusati di cartello.

Secondo la Commissione, dipendenti delle otto banche si sono scambiati informazioni sensibili, via posta elettronica o altri sistemi informatici, relative a obbligazioni denominate in euro. Lo scambio sarebbe avvenuto nel periodo peggiore dello sconquasso finanziario scoppiato nel 2008 con il drammatico fallimento di Lehman Brothers. Bruxelles ha voluto sottolineare che la nuova inchiesta non significa che abitudini non concorrenziali dominino sui mercati obbligazionari europei.

L'esecutivo comunitario non ha voluto precisare il nome delle banche coinvolte dall'indagine. Come detto, in dicembre aveva aperto una inchiesta contro quattro istituti di credito, anche in questo per sospetto cartello sul mercato obbligazionario in dollari (si veda Il Sole/24 Ore del 21 dicembre 2018). Le banche sono Credit Suisse, Crédit Agricole, Deutsche Bank e Bank of America-Merrill Lynch. Se ritenute colpevoli, le istituzioni bancarie possono subire multe pari al 10% del loro giro d'affari annuale.

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