migranti morti e pulmini fuorilegge

Incidente di Foggia, i controlli anti-caporali? Solo nelle ore di ufficio

di Maurizio Caprino

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(foto Ansa)


2' di lettura

Com’è possibile che muoiano 12 braccianti di ritorno dal lavoro su un pullmino da nove posti, com’è avvenuto oggi pomeriggio sulla statale Adriatica presso Lesina (Foggia)? Non erano già in atto controlli intensi contro il caporalato, come si dice periodicamente nel Foggiano, martoriato da decenni dal fenomeno? La verità è che i controlli si fanno, ma solo nelle “ore d’ufficio” e con pochi agenti.

La Prefettura di Foggia da sempre coordina servizi di contrasto al caporalato, come ha appena dichiarato alla Rai il prefetto Massimo Mariani. Però al Sole 24 Ore risulta che questi servizi si riescano a organizzare solo dalle 7 alle 13 e a volte dalle 13 alle 19. Cioè quando i caporali e i loro autisti hanno già portato i braccianti nei campi.

Controlli ore ufficio

Sono gli orari corrispondenti al primo turno («quadrante», in gergo) delle forze di polizia. Al momento non si può fare diversamente: i controlli sono organizzati in modo congiunto tra i corpi di polizia nazionali e quelli locali e questi ultimi non sono organizzati per effettuare servizi notturni.

Così il più delle volte si riesce a fermare solo qualche vettura sospetta. Spesso con targa bulgara, quindi di fatto immune da controlli automatici sulle infrazioni stradali: ammesso che si invii un verbale in Bulgaria, non si potrà mai pretendere che venga pagato.

Pochi agenti

Oggi sulla statale Adriatica in provincia di Foggia non c’era nemmeno una pattuglia della Polizia stradale. L’unico equipaggio che poteva materialmente operare nella zona del Tavoliere (escludendo il Gargano, che è una zona isolata e fa storia a sé) si trovava in autostrada.

Accade sempre così, perché la priorità della Polizia stradale è proprio la vigilanza delle arterie a pagamento. Anche in zone dove notoriamente c’è l’emergenza-caporalato, riemersa nel Foggiano lo scorso weekend dopo un altro incidente mortale.

Eppure proprio i controlli stradali sono il modo più semplice per intralciare l’attività del caporali: accertare una violazione del Codice della strada, che spesso prevede la sospensione della patente e il fermo amministrativo del mezzo, è molto più facile che indagare sull’identità dei braccianti e verificare la loro posizione lavorativa.

Tanto più che normalmente i pulmini sono palesemente irregolari e quindi possono essere tolti immediatamente dalla circolazione: i caporali sostituiscono i sedili di serie con panchette dure e senza cinture di sicurezza, per aumentare la capienza del mezzo. Un’abitudine tipica dell’Est europeo degli scorsi decenni, ancor oggi diffusa nel Sud Italia.

Di Maio: «Più ispettori»

Così oggi è il giorno delle recriminazioni e degli annunci. Come quello del ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio: «Mi attiverò, sin da subito, per avviare tutte le procedure necessarie per un aumento del numero degli ispettori cui spetta il delicato compito di vigilare».

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