In un cantiere edile

Incidente sul lavoro a Milano: due operai cadono da 20 metri di altezza. Una vittima, l’altro gravissimo

I due uomini stavano lavorando sul tetto di un ascensore, quando la fune di sostegno si è spezzata

Operai precipitano all'interno di un cantiere di un palazzo in costruzione in Piazza Loreto angolo Viale Monza Nella foto: il luogo della tragedia. (LaPresse)

3' di lettura

Morte bianca a Milano: due operai edili, che stavano lavorando sul tetto di un ascensore in un cantiere in piazzale Loreto angolo viale Monza, nella zona nordest della città, sono precipitati insieme alla cabina da un’altezza di 20 metri. Uno di loro è morto, l’altro è gravissimo: nell’impatto ha riportato un trauma al volto, un trauma toracico e un trauma al bacino e a una gamba ed è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Niguarda. Sul posto sono intervenute due automediche, due ambulanze, vigili del fuoco, polizia di Stato, vigili urbani e Procura della Repubblica.

Gli operai erano al lavoro quando, secondo una prima ricostruzione ancora al vaglio delle forze dell’ordine, la fune dell’ascensore si sarebbe spezzata. L’operaio deceduto era un uomo di 55 anni, di nazionalità slovacca; l’altro è un giovane di 26 anni, anche lui slovacco. I due lavoratori sono precipitati da quasi 20 metri all’interno del vano ascensore durante le operazioni di montaggio della cabina. Committente della ristrutturazione dell’edificio è la società Kryalos Sgr Spa, uno dei più importanti gruppi attivi nel mercato immobiliare italiano e, secondo quanto riferito dalla investigatori, proprietaria del palazzo al civico 2 di viale Monza dove è avvenuto l’incidente. Lo stabile, inoltre, sarebbe stato affittato dalla Kryalos alla compagnia di assicurazioni Prima.

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Le indagini: il cavo dell’ascensore si sarebbe tranciato

La tragedia sarebbe dovuta al fatto che si sarebbe tranciato il cavo dell’ascensore: per questo i due operai sono caduti per 20 metri all’interno del vano. L’elemento è emerso dai primi accertamenti nelle indagini coordinate dal dipartimento ambiente, salute, sicurezza, lavoro della Procura di Milano e condotte da una squadra specializzata di polizia giudiziaria. A quanta risulta, pare che i due stessero lavorando sopra l’ascensore, che era collegato in apparente sicurezza, e che all’improvviso il cavo portante si sia spezzato.

I due operai, stando a quanto risulta al momento, erano al lavoro per la Schindler, una multinazionale di ascensori. Gli investigatori stanno verificando l’esatta dinamica di quanto accaduto. Dai primi elementi raccolti pare che entrambi fossero sopra l’ascensore, all’esterno, e che non avessero imbracature anche perché stavano lavorando in apparenti condizioni di sicurezza. Poi il cavo si è rotto e i due sono precipitati assieme all’ascensore dall’altezza del quinto piano. Ora si dovrà accertare, attraverso consulenze tecniche che verranno disposte dalla Procura, il motivo per cui il cavo si è tranciato, ma anche perché non siano entrati in funzione dei meccanismi di frenata, i cosiddetti “pattini”, che si attivano in casi di emergenza quando gli ascensori cedono. Al momento, è stata sequestrata tutta la colonna del vano e dopo le prime relazioni degli investigatori gli inquirenti dovranno disporre le consulenze tecniche. Sarà necessario procedere anche con iscrizioni nel registro degli indagati a garanzia per svolgere gli accertamenti.

Alcuni colleghi presenti al momento dell’incidente hanno raccontato alla polizia che gli operai non erano legati alle corde di sicurezza. Sono stati i manovali a spiegare che in quella fase non sarebbe stata prevista tale precauzione.

Il palazzo dove è avvenuto l’incidente, edificato fra il 1958 e il 1961, era in ristrutturazione da tre anni, secondo quanto riferito da chi abita nei pressi, e sarebbe stato occupato tra un mese e mezzo. La posizione degli ascensori è infatti tra gli ultimi atti. Sul versante di via Padova è già aperto un negozio.


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