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Incognita per Borsa e BTp, la Corte tedesca decide sul Qe di Bce


Il 5 maggio la sentenza sulla partecipazione della Bundesbank agli acquisti di bond. Gli investitori confidano in un via libera. Il presidente tedesco Steinmeier: «Sbagliamo in Europa quando guardiamo soltanto al nostro interesse economico nazionale»

di Alessandro Graziani

(EPA)

2' di lettura


Per Borsa e BTp, la prima settimana di maggio 2020 si profila ad alta tensione. Si concluderà venerdì' 8 con il giudizio sul rating del debito sovrano delle due agenzie di rating Moody's e Dbrs che si pronunceranno dopo lo status quo, annunciato da S&P Global, e il downgrade deciso da Fitch.

Ma prima, martedì 5 maggio, c'è un altro evento in grado di condizionare i mercati: la corte costituzionale tedesca si pronuncerà, dopo il rinvio della prevista seduta del 24 marzo, sulla legittimità degli acquisti di titoli di Bce nell'ambito del Quantitative Easing. O meglio: la decisione dei giudici riguarderà la partecipazione al programma di acquisti della Bundesbank.
Cosa decideranno i giudici di Karlsruhe? Le attese degli investitori, a leggere i report delle banche d'affari, sono per un via libera alla prosecuzione del Qe che, peraltro, è stato approvato da Bce con il voto favorevole del Governatore della Bundesbank anche nella recente versione del programma Pepp ampliata a seguito dell'emergenza Coronavirus.

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Una bocciatura da parte della Corte tedesca escluderebbe la partecipazione di Bundesbank dagli acquisti ma, formalmente, non bloccherebbe il Qe di Bce.

Giuridicamente, e dunque politicamente, sarebbe però un segnale di crisi dell'unità europea arrivando a minare, sostengono alcuni analisti, le fondamenta dell'Eurozona. Sul Financial Times, l'editorialista Wolfgang Munchau ha scritto che la decisione della Corte tedesca è imprevedibile ma che, in ogni caso, evidenzia i limiti della governance europea che necessità di una revisione dei Trattati.

In attesa che i giudici tedeschi si pronuncino, nel fine settimana il presidente della Repubblica tedesca Frank-Walter Steinmeier ha lanciato un chiaro segnale alla necessità di una vera solidarietà europea. In un'intervista alla Frankfurter Allegemeine ripresa dall'Ansa, Steinmeier ha detto che la Ue ha «la chance di fare le cose giuste, insieme possiamo contribuire alla ripresa dell'Europa». Aggiungendo che «sbagliamo in Europa quando guardiamo soltanto al nostro interesse economico nazionale. Vediamo adesso ad esempio quanto l'area metropolitana di Monaco sia connessa a quella di Milano. O come Volkswagen acquisti 20 mila componenti dall'Italia». «Questo dimostra - ha concluso il presidente tedesco - che la Germania può star bene solo se non trascuriamo i nostri vicini».

Parole che, alla vigilia dell'attesa sentenza della Corte tedesca, evidenziano una spinta anche istituzionale in Germania per rafforzare l'Europa. E ora, parola alla Corte.

Post scriptum: nella tarda mattinata di martedì 5 maggio è arrivata la decisione della Alta Corte tedesca: con sette voti a favore su 8, i giudici hanno deciso nella sostanza che il Qe può proseguire e che Bundesbank può partecipare.

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