i bond di diritto britannico

Incognita Brexit nelle risoluzioni bancarie: un «buco» da 100 miliardi

di Beda Romano

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(Afp)


2' di lettura

Non passa giorno, o quasi, senza che dall'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea emergano difficoltà pratiche nel districare il paese da oltre 40 anni di integrazione europea. La presidente del Consiglio unico di risoluzione bancaria (SRB) Elke König ha fatto notare oggi che obbligazioni bancarie di diritto britannico potrebbero non poter più essere usate nell'eventuale risoluzione di un istituto di credito dopo Brexit, fissata per il 29 marzo 2019.

«Le banche devono prepararsi per ogni possibile ed eventuale esito dei negoziati» di uscita del Regno Unito, e «stiamo seguendo da vicino i loro piani», ha detto la signora König durante una conferenza stampa qui a Bruxelles. «Una delle questioni è capire come gestire le obbligazioni emesse da banche della zona euro secondo il diritto britannico. Questi titoli diventeranno emissioni di un paese terzo e potrebbero non essere utilizzabili in quanto MREL».

Il MREL (l'acronimo inglese sta per Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities) è un requisito patrimoniale introdotto dalla direttiva europea sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD), il cui obiettivo è assicurare agli istituti di credito sufficienti cuscinetti finanziari per assorbire le perdite. Secondo l'SRB, l'ammontare sul mercato di queste obbligazioni è di almeno 100 miliardi di euro. La stima è preliminare e conservatrice.

In mancanza di accordi specifici al momento della trattativa tra Bruxelles e Londra su Brexit, come per esempio l'adozione di clasuole di mutuo riconoscimento, le banche europee potrebbero essere costrette a emettere nuove obbligazioni utilizzabili come cuscinetto finanziario al momento di una crisi creditizia, convertibili in azioni o svalutabili. Il problema riguarda tutti i paesi della zona euro, ma in particolare l'Italia, la Germania, la Francia e la Finlandia. In tutto circa 30-40 banche.

Sempre nella sua conferenza stampa di oggi, la signora König ha spiegato che l'SRB continuerà nel corso del 2018 ad indicare banca per banca il loro obiettivo vincolante di MREL, in modo che tutti gli istituti di credito sotto il controllo dell'istituzione comunitaria possano avere il loro piano di risoluzione, nel caso fosse necessario usarlo. Nel corso del 2017, l'SRB si è occupato in Spagna della risoluzione del Banco Popular, poi venduto al Santander.

Operativa fin dal 2015, l'SRB è nell'unione bancaria il contraltrare della vigilanza creditizia in mano alla Banca centrale europea. La signora König ne ha approfittato oggi per incitare i Ventotto ad armonizzare le legislazioni nazionali nel diritto fallimentare. Mentre il quadro di riferimento di una risoluzione bancaria è comunitario, le procedure di insolvenza restano nazionali. «Solo uno standard comune – ha detto la signora König – potrà permetterci di chiarire il rapporto tra risoluzione e insolvenza».

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