ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLunedì 9 gennaio

Incontro Meloni-Von der Leyen, sul tavolo anche il dossier migranti. Ma Bruxelles frena sul patto Ue

Per i prossimi sei mesi la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea è della Svezia, paese che non vede di buon occhio l’adozione di un assetto che garantisca una maggiore condivisione nella gestione dei flussi migratori

di Andrea Carli

Governo, domani von der Leyen a Roma

3' di lettura

Dopo la trasferta in occasione del Consiglio europeo del 15 dicembre, che ha sancito l’esordio del nuovo Governo in un vertice con i partner Ue - Giorgia Meloni in quell’occasione si è recata a Bruxelles per la sua prima visita all'estero da presidente del Consiglio - a stretto giro la premier tornerà a incontrare la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Il faccia a faccia avverrà lunedì 9 gennaio, a Palazzo Chigi. Meloni riceverà Von der Leyen attorno all’ora di pranzo, dopo che la presidente della Commissione avrà partecipato al lancio del libro “La saggezza e l’audacia”, raccolta dei discorsi dell’ex presidente del Parlamento Ue David Sassoli.

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Portata a casa la legge di Bilancio, sul tavolo ci sarà, inevitabilmente, il tema migranti, con il provvedimento con cui l’esecutivo ha voluto imprimere una stretta sulle ong, e, al contempo, i messaggi giunti dall’Europa. Non spetta all’Unione Europea analizzare «il contenuto del decreto» ma indipendentemente da cosa l’Italia stia facendo», ha infatti sottolineato nei giorni scorsi la portavoce della Commissione Ue, Anitta Hipper, «i Paesi membri devono rispettare la legge internazionale e la legge del mare: salvare vite in mare è un obbligo morale e legale». Ed è questo il clima che farà da contorno all’incontro tra Meloni e von der Leyen.

Il dossier migranti e la partita per cambiare le regole di gestione dei flussi

Sul tema di come gestire la spinta migratoria si è consumato un duro scontro sulle navi Ong con la Francia che ha portato però - un successo nella lettura di Roma - a inserire il tema dell’immigrazione tra quelli all’ordine del giorno del Consiglio Ue straordinario in programma il 9 e 10 febbraio. Il vertice di lunedì 9 sarà dunque l’ennesima occasione di confronto su un dossier politicamente strategico, tornato nel dibattito dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni del 25 settembre.

La linea Meloni e il fattore Svezia

Secondo Meloni, vanno difesi i confini esterni della Ue, vanno fermati gli sbarchi. La premier illustrerà alla presidente della Commissione Ue la ratio del decreto appena varato con la stretta sulle Ong. Per quanto riguarda l’adozione di nuove regole più funzionali alle esigenze degli Stati di primo approdo, tra i quali anche l’Italia, da gennaio e per i prossimi sei mesi la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea è della Svezia, paese che non vede di buon occhio l’adozione di un assetto che garantisca una maggiore condivisione nella gestione dei flussi.

L’obiettivo è creare un articolato piano per i rimpatri e un Sistema di preferenze generalizzate (Spg) per i Paesi d’origine che cooperano, concedendo tariffe agevolate per i prodotti in via d’esportazione. È una soluzione dispendiosa sulla quale, tuttavia, c’è più o meno l’intesa di tutti in Ue. Intesa che resta invece lontana sul sistema dei ricollocamenti, sul quale l’Italia chiede, tra l’altro, più responsabilità da parte degli Stati che finanziano le Ong che operano nel Mediterraneo.

Fitto: bisogna «progredite sui negoziati»

Bisogna «progredire sui negoziati» e ben venga la «determinazione della Svezia», ha osservato Raffaele Fitto, ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr dopo che l’ambasciatore svedese a Bruxelles Lars Danielsson ha spiegato di essere stato frainteso quando nei giorni scorsi aveva sottolineato che prima del 2024 non si potrà raggiungere un nuovo Patto Ue su migranti e asilo. Giovedì 12 gennaio si terrà a Kiruna, in Svezia, una riunione tra la Commissione europea e il governo svedese sulle priorità del semestre della presidenza svedese del Consiglio. Insomma, la partita è iniziata, e i giocatori sono già in campo, ciascuno con la propria tattica.

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