università e imprese

Incubatori, hub, sinergie, talenti: adesso la difesa gioca in attacco

Nel 2018 Leonardo ha investito di 1,4 miliardi di euro in Ricerca e sviluppo, il 12% dei ricavi . In tutto il mondo 90 partnership aperte e una piattaforma per trasferire il know-how

di Chiara Bussi


default onloading pic
Simulatore di volo dell’M-346 di Leonardo,presso la scuola di addestramento piloti dell’Aeronautica militare a Galatina (Lecce)

3' di lettura

L’ultimo atto è la nascita dei Leonardo Labs: incubatori tecnologici che sorgeranno vicino ai principali siti industriali. Da Genova, dove verrà installato un supercalcolatore, fino a Napoli, nei prossimi cinque anni inseriranno giovani ricercatori di tutto il mondo sotto la supervisione di esperti interni per creare una community interdisciplinare. Il progetto fa parte di una tabella di marcia più articolata presentata da Leonardo all’inizio di dicembre, con un ulteriore scatto in avanti sulle nuove tecnologie: Big data, calcolo ad alte prestazioni, tecnologie quantistiche e sistemi autonomi, solo per fare qualche esempio.

L’innovazione tecnologica è uno dei segni particolari e tra gli elementi fondanti del piano industriale di Leonardo, tra le prime dieci società al mondo nell’aerospazio, difesa e sicurezza. Un puzzle in continua evoluzione, costruito tassello dopo tassello attraverso un’osmosi con l’esterno: partnership con il mondo accademico e centri di ricerca, partecipazione a programmi europei e un’attenzione particolare ai giovani talenti. Nel 2018 la dote per Ricerca e Sviluppo della società, partecipata al 30% dal ministero dell’Economia e delle finanze e guidata da Alessandro Profumo, è stata di 1,4 miliardi di euro, pari a circa il 12% dei ricavi che hanno raggiunto quota 12,24 miliardi .

Un dato che la colloca al terzo posto in Europa per investimenti in innovazione nel settore e al quarto a livello mondiale. Il 60% delle risorse viene utilizzata per aggiornare i prodotti esistenti, il 35% per lo sviluppo di quelli nuovi e il 5% in ricerca e tecnologia. Segno tangibile di questa attività sono i brevetti, che registrano nell’ultimo decennio un tasso medio di crescita annuo del 5 per cento.

L’innovazione è anche un tratto distintivo del capitale umano. Complessivamente nelle cinque divisioni (elicotteri, velivoli, aerostrutture, cybersecurity ed elettronica) un dipendente su cinque ricopre attività di Ricerca &Sviluppo: si tratta di oltre 9mila gli addetti di cui 6.200 sono impegnati nelle sedi italiane e rappresentano il 7% dei lavoratori specializzati in R&S nel manifatturiero del nostro Paese e circa il 10% se si restringe l’obiettivo ai settori a medio-alta tecnologia. Il 33% dei dipendenti è laureato. Tra loro c’è uno stuolo di circa 10mila ingegneri: aeronautici, aerospaziali, elettronici, meccanici, informatici e delle tlc.

Alla base c’è il concetto di un’innovazione continua che non resta confinata negli stabilimenti ma è aperta al territorio circostante. Sono circa 200 i progetti e le partnership con 90 università e centri a livello mondiale, di cui circa 50 in Italia che coinvolgono il 40% delle università del nostro Paese. Tra gli accordi figura l’Innovation Hub, siglato con il Politecnico di Milano nel 2016 e rinnovato nel 2018.Un lavoro di squadra per dare vita all’elicottero del futuro, utilizzato per le missioni di ricerca e soccorso per aumentare le prestazioni sanitarie nelle eliambulanze. L’ambizione è sviluppare tecnologie utili per la riduzione delle vibrazioni e del rumore. In Italia accordi quadro sono stati stipulati anche con la Sant’Anna di Pisa, il Cini (Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica) e il Cira (Centro italiano ricerche aerospaziali).

Dalla collaborazione con il Mesap, il polo tecnologico piemontese, nel novembre 2018 è invece nata un’iniziativa pilota di trasferimento tecnologico. Attraverso una piattaforma online Leonardo mette a disposizione i propri brevetti non centrati sulla sua attività core e li rende accessibili alle 250 Pmi del Mesap e agli organismi di ricerca associati attraverso una concessione in licenza. Per Leonardo è il primo passo di un progetto più ampio per valorizzare la proprietà intellettuale e rendere disponibili le proprie tecnologie anche per applicazioni in settori diversi da quelli di interesse dell’azienda. Un esempio? Il brevetto di un materiale composito che si autoripara e blocca così la propagazione di micro-crepe. Sviluppata per applicazioni aeronautiche, questa soluzione può essere utilizzata anche in altri settori.

Per cogliere spunti e idee “dal basso”, all’intero e all’esterno, da 15 anni Leonardo organizza Innovathon. All’iniziativa del 2019 appena conclusa sono state presentate 930 proposte (+27% rispetto al 2018) di cui circa il 45% provenienti dalle sedi internazionali della società. Tra i progetti premiati c’è il “brevetto dell’anno”: una soluzione proposta da alcuni dipendenti della divisione elettronica per un sistema di radar a bassa probabilità di intercettazione. O quello su una nuova figura di green community leader in azienda in nome della sostenibilità. Sono poi 243 gli studenti universitari di scienze, tecnologie, ingegneria e matematica provenienti da 22 atenei italiani e 5 esteri che si sono messi in gioco per due giorni e, riuniti in team, hanno cercato soluzioni in situazioni di emergenza di pronto soccorso.

A muovere (e finanziare) l’innovazione è anche la partecipazione a programmi Ue come Horizon 2020, con lo sviluppo di tecnologie di nuova generazione per ridurre gli impatti ambientali, Clean Sky 2 per sviluppare tecnologie abilitanti per un convertiplano di nuova generazione e Sesar 2020 per migliorare il sistema di gestione del traffico europeo.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...