Dopo l’inchiesta di Fanpage

Indagati Fidanza e Jonghi Lavarini per finanziamento illecito e riciclaggio

Fdi, Meloni: "Chiedo a Fanpage di vedere tutto il girato"

2' di lettura

Risultano indagati dalla Procura di Milano, per finanziamento illecito ai partiti e riciclaggio, Carlo Fidanza, europarlamentare di Fratelli d'Italia, e Roberto Jonghi Lavarini, entrambi al centro dell'inchiesta di Fanpage sui legami della destra e sui presunti finanziamenti in nero per la campagna elettorale di Milano della candidata Chiara Valcepina. La notizia è stata anticipata dal Tg3.

Fidanza e Roberto Jonghi Lavarini, che fu candidato per Fdi alla Camera nel 2018, sono indagati per le due ipotesi di reato contestate nell’inchiesta - coordinata dall’aggiunto Maurizio Romanelli e dai pm Piero Basilone e Giovanni Polizzi - sulla base, a quanto si è saputo, di frasi che sono state da loro pronunciate nel primo video dell’inchiesta giornalistica di Fanpage.

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Fidanza: pronto a chiarire ogni aspetto

«Ho appreso poco fa dagli organi di stampa di essere stato iscritto sul registro degli indagati a seguito dell’inchiesta di Fanpage. Al momento non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Sono sereno e ovviamente a disposizione della Procura per chiarire quanto prima ogni aspetto di questa vicenda». Così il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, Carlo Fidanza.

I pm hanno acquisito il filmato integrale con le registrazioni (oltre 100 ore) dei dialoghi di un cronista “infiltrato”, nelle vesti di un finto imprenditore, con Jonghi Lavarini, detto il “Barone nero”, condannato a due anni per apologia del fascismo, Fidanza, europarlamentare e capo delegazione di Fratelli d’Italia, e la neoconsigliera del Comune di Milano, e all’epoca candidata di Fdi, l’avvocato Chiara Valcepina (che non risulta indagata al momento).

Dialoghi da cui è venuto a galla un presunto sistema di “lavanderia”, di cui parla proprio Jonghi Lavarini, per pulire soldi versati in nero destinati alla campagna elettorale e usati anche per altre elezioni. E poi anche incontri con esplicite battute razziste, fasciste e sessiste e anche riferimenti al discorso di Hitler alla birreria di Monaco e saluti romani. E’ stato il ’barone nero’, come emerge dal filmato di Fanpage, a presentare Carlo Fidanza al giornalista e l’eurodeputato gli avrebbe spiegato, come risulta dal video, che poteva contribuire alla campagna elettorale versando sul conto corrente o “se è più comodo fare del black”, del ’nero’, tanto, come ha detto il ’Barone Nero’, ci sono una “serie di lavatrici” per il finanziamento.

Frasi che hanno portato, appunto, all’iscrizione dei due nel registro degli indagati e oggi ad una perquisizione del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Milano nella casa di Jonghi Lavarini. Un’attività finalizzata a cercare eventuali riscontri, tra documenti e dispositivi informatici, su finanziamenti “opachi” e riciclaggio di denaro di cui si parla nelle registrazioni di Fanpage.


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