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Indagine sul presente e futuro della moda nello Speciale sfilate del Sole 24 Ore

Sostenibilità, silver economy e Gen Z, le sfide dell’inclusività, della moda curvy e delle nuove tecnologie: l’identikit dell’industria della moda in 32 pagine, anche in inglese

di Giulia Crivelli


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Illustrazione di Elisa Seitzinger per la cover dello Speciale Sfilate

2' di lettura

Una fotografia, anzi, tante Polaroid. O meglio: parole e immagini per descrivere il presente della moda donna, ovvero le collezioni per la primavera-estate. Ma non solo: approfondimenti che vanno oltre i temi stagionali e possono aiutare a decifrare il futuro a breve e medio termine.

Dalla sostenibilità alla necessità di rivedere l’integrazione tra canale fisico e web, alla luce di nuovi player, modelli di distribuzione altrettanto innovativi e, last but not least, inedite abitudini di consumo. Non solo perché i brand della moda e del lusso devono guardare alle nuove generazioni – per definizione diverse – ma anche perché i più giovani stanno influenzando sorelle e fratelli maggiori e persino genitori e nonni, partendo dalle istanze di difesa dell’ambiente e dei diritti di tutti.

Nello Speciale sfilate in edicola martedì 18 febbraio con Il Sole 24 Ore, nella versione italiana (e in formato digitale anche in inglese), c’è tutto questo e anzi qualcosa in più. Perché il sistema moda ha un valore economico, per l’Italia e non solo, ha rilevanza sociale e culturale, ma è pure divertente e stimolante da osservare. In ogni pagina, oltre alle vetrine delle novità per la stagione che sta per iniziare, ci sono curiosità e spigolature sul mondo della moda e la sua storia.

L’uscita dello Speciale coincide con l’inizio di Milano moda donna, la fashion week dedicata alle collezioni femminili per il prossimo autunno-inverno, che partirà proprio martedì 18 per concludersi il 24 febbraio, in parziale sovrapposizione alle fiere Micam, Mipel, Super, White, theOne e a pochi giorni dall’inizio del Mido, la manifestazione leader in Europa sul mondo degli occhiali. Alla vigilia di tutti questi appuntamenti, possiamo notare quanto Milano abbia ripreso la sua centralità e sia la capitale mondiale del pret-à-porter, in sana competizione con Parigi.

Convitato di pietra alle sfilate, presentazioni ed eventi sarà il coronavirus, che ha già avuto un impatto su alcune fiere e che impedirà a circa un migliaio di buyer cinesi di venire a Milano. Le sfilate di stilisti cinesi previste a Parigi (che raccoglierà il testimone da Milano per la locale fashion week) sono state cancellate e gli effetti a medio e lungo termine del virus restano imponderabili.

A partire da martedì 18 quindi inizieremo a scattare altre Polaroid e ad approfondire gli spunti che verranno dalle passerelle: lo faremo sulle pagine del Sole 24 Ore e sul sito e sul prossimo numero di Moda, che sarà in edicola venerdì 21 febbraio.

Per approfondire:
Coronavirus, gli analisti del lusso: «Ecco perché mette a rischio la crescita del 2020»
Moda, aziende a controllo italiano prime per redditività. Cresce il peso sul Pil

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