privacy e concorrenza

Indagine Ue su Amazon: possibile uso improprio dei dati dei clienti

Vestager: «Dobbiamo garantire che le piattaforme non distorcano la concorrenza. I dati relativi all'attività di fornitori terzi non dovrebbero essere utilizzati a beneficio di Amazon quando agisce come concorrente di tali fornitori

dal nostro corrispondente Beda Romano

Proteste davanti a casa del ceo di Amazon a New York: "Tax Bezos"

2' di lettura

BRUXELLES – La commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager ha rimproverato martedì 10 novembre ad Amazon di usare impropriamente i dati dei suoi fornitori. La decisione giunge mentre Bruxelles sta preparando nuove norme con le quali valutare eventuali posizioni dominanti dannose alla concorrenza nel campo delicatissimo dell'economia digitale. È prevedibile un confronto acceso con gli Stati Uniti, nonostante il cambio della guardia alla Casa Bianca.

«Dobbiamo garantire che le piattaforme (…) non distorcano la concorrenza. I dati relativi all'attività di fornitori terzi non dovrebbero essere utilizzati a beneficio di Amazon quando agisce come concorrente di tali fornitori. Anche le condizioni di concorrenza sulla piattaforma di Amazon devono essere eque. Le sue regole non devono favorire artificialmente le offerte al dettaglio di Amazon o favorire le offerte dei rivenditori che utilizzano i servizi logistici e di consegna di Amazon», ha detto la commissaria.

Loading...

Il caso, ha spiegato la signora Vestager, riguarda in realtà la posizione ambigua di Amazon, che è al tempo stesso una piattaforma per terzi e un venditore di servizi propri. Una indagine preliminare ai danni della società americana era già iniziata meno di due anni fa. Il gruppo è sotto i riflettori anche negli Stati Uniti e in Germania, a causa del ruolo gigantesco assunto nel commercio online. La sua forza è cresciuta ulteriormente durante il confinamento provocato dall'epidemia influenzale.

Nei fatti ad Amazon si rimprovera l'abitudine di premiare i propri servizi, piuttosto che quelli della concorrenza. La società americana rischia una multa che può toccare il 10% del suo giro d'affari. Formalmente, al gruppo americano, con sede a Seattle, la Commissione europea ha inviato ieri una lettera di addebiti. Il valore del commercio online è raddoppiato in Europa negli ultimi cinque anni, raggiungendo addirittura i 720 miliardi di euro finora nel 2020, ha detto la signora Vestager.

Oltre alla lettera di addebiti, legata all'uso illegittimo da parte di Amazon dei dati raccolti presso venditori terzi, la Commissione europea ha deciso di l'apertura di una indagine approfondita, questa volta relativa al sospetto che la società americana in un modo o nell'altro sulla propria piattaforma favorisca i propri prodotti a danno di quelli della concorrenza. Si tratterebbe di un caso di abuso di posizione dominante, ex articolo 102 dei Trattati.

Dagli Stati Uniti, Amazon ha respinto la decisione comunitaria. Ha spiegato di non condividere l'analisi della Commissione, sostenendo che come azienda rappresenterebbe meno dell'1% del mercato del commercio al dettaglio. La signora Vestager ha aperto in questi anni vari dossiers nel campo della concorrenza, molti dei quali hanno avuto come oggetto grandi imprese americane. Il presidente uscente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito la commissaria una “Tax Lady”.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti