DOPO LE PRESSIONI DEL GOVERNO

India, il governatore della Banca centrale Patel getta la spugna


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Il presidente della Banca centrale indiana Urjit Patel (Epa)

2' di lettura

Il governatore della Banca centrale indiana ha annunciato le proprie dimissioni. Il banchiere, Urjit Patel, ha motivato la mossa con «ragioni personali», ma in base alla stampa indiana la decisione è stata presa a seguito delle tensioni con il Governo guidato dal primo ministro, Narendra Modi, che nelle ultime settimane ha più volte tentato di influenzare la politica monetaria. Comunque nel breve comunicato, il numero uno della Banca centrale indiana non ha fatto alcun riferimento ai dissapori con l'esecutivo, ma piuttosto ha sottolineato «i progressi raggiunti nel corso degli ultimi anni».

Sempre secondo i quotidiani economici indiani, a ottobre e novembre il Governo ha inviato almeno tre lettere al governatore per infuenzare le sue decisioni. Il Governo non approverebbe la politica monetaria di Patel su più fronti, ma in particolare sui tassi di interesse e sul modo di utilizzare le riserve. L'esecutivo auspicherebbe una politica monetaria espansiva tale da favorire la crescita, anche in vista delle elezioni dell'anno prossimo. In più anche la rupia ha registrato una performance deludente, complice anche il rallentamento della crescita del pil indiano sotto l'8 per cento.

Patel, in carica dal settembre del 2016, avrebbe dovuto terminare il mandato tra un anno; ma i suoi rapporti col governo si sono irrimediabilmente incrinati a settembre, quando Patel si è rifiutato di autorizzare lo spostamento di un surplus delle riserve monetarie dell'istituto, pari a più di un terzo del totale, nelle casse del governo per coprire il deficit di bilancio. Il premier indiano Modi, che lo aveva nominato due anni fa, ha ringraziato Patel con un comunicato, in cui lo definisce «un eccellente professionista».

In un'intervista alla rete televisiva del gruppo Economic Times Raghuram Rajam, precedente governatore della RBI, ha commentato le dimissioni sostenendo che «la scelta di Patel mette in evidenza un serio problema: è un chiaro atto di protesta da parte di un rispettato economista, contro i tentativi del governo di imporre la volontà ad un'istituzione creata a garanzia di tutti i cittadini indiani, e dotata di totale autonomia decisionale».

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