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India, Tesla rinuncia ma per Stellantis è redditizia. «Raddoppieremo i ricavi»

Le sfide in Cina e Russia spingono a concentrarsi altrove, anche per le forniture. Il ceo Tavares scommette sulle attività operative nel Paese asiatico nell'ambito del piano strategico globale “Dare Forward 2030”

di Alberto Annicchiarico

Stellantis punta sul car sharing e acquista Share Now

2' di lettura

Tesla ha rinunciato solo pochi giorni fa al mercato indiano, almeno per il momento, per essersi scontrata con la politica protezionista del governo di Nuova Delhi, che non ha rinunciato a imporre dazi a difesa dell’industria automobilistica nazionale. L’India applica dazi all’importazione fino al 100% sui veicoli che costano oltre 40mila dollari, indipendentemente dal tipo di carburante, quindi anche se sono elettrici e a emissioni zero.

Al contrario, il ceo di Stellantis, Carlos Tavares, prevede che l’India sarà un mercato redditizio e offrirà opportunità di crescita più ampia di quanto il quarto gruppo automobilistico mondiale si aspettasse in precedenza, anche perché le maggiori sfide attuali sono in paesi come Cina e Russia. L’India, dove Stellantis già vende i suoi marchi Jeep e Citroen, rappresenta una frazione delle vendite globali della casa automobilistica, ma Tavares ha affermato che prevede che i ricavi nel subcontinente raddoppieranno entro il 2030 e che i margini di utile operativo saranno a due cifre entro un paio d’anni.

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Stellantis scommette sulle attività operative nel Paese asiatico nell'ambito del piano strategico globale “Dare Forward 2030”. Dal 2015, le società confluite in Stellantis hanno investito oltre 1 miliardo di euro per sviluppare una presenza sostenibile in India e far crescere i propri brand, in linea con il piano del governo locale, che punta a sviluppare il settore automobilistico attraverso l'iniziativa “Make in India” voluta dal primo ministro Narendra Modi. L'India è già un importante polo di approvvigionamento per veicoli, componenti e tecnologie nell'ambito della mobilità e rappresenta il fulcro dell'ICT di Stellantis, oltre ad apportare un forte contributo allo sviluppo del software in tutto il mondo.

«Con la sua base di talenti diversificata - recita la nota del gruppo - e le sue comprovate competenze di R&S e ingegneria, Stellantis India è un componente essenziale del gruppo». Stellantis occupa 2.500 persone e gestisce tre stabilimenti di produzione (Ranjangaon, Hosur, Thiruvallur), un hub ICT (Hyderabad), un centro software (a Bangalore) e due centri di R&S a Chennai e Pune. Il Digital Hub in India è diventato una delle più grandi organizzazioni ICT e digitali all'interno di Stellantis. I siti manifatturieri e di R&S stanno già producendo ed esportando componenti e veicoli per mercati al di fuori dell'India.

«Siamo impegnati a far crescere e rafforzare la nostra presenza in India, rendendo questo Paese strategico un pilastro della nostra ambizione globale nel quadro del piano ‘Dare Forward 2030'», ha precisato Tavares.

L'India rappresenta l'unico Paese a produrre localmente quattro modelli Jeep al di fuori del Nord America (Wrangler, Compass, Meridian e Grand Cherokee) e la Citroën C5 Aircross al di fuori della Francia. Nel 2022 sono previsti i lanci di Jeep Meridian, Jeep Grand Cherokee e della nuova Citroën C3, che viene progettata, sviluppata e fabbricata in India sia per il mercato nazionale che per l'esportazione in altri Paesi. Inoltre, si legge nella nota del gruppo, «Stellantis ambisce a sviluppare il bacino dei fornitori indiani, al fine di renderli conformi agli standard di qualità internazionali e accrescere la competitività globale dell’India nell’ecosistema automotive».


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