la 13 ª edizione dell’indagine

Indice di sportività, Milano al top per varietà di discipline praticabili

Tra gli indicatori che compongono l’Indice di sportività 2018 c’è il tasso di praticabilità sportiva”, ricavato dai dati del Coni a proposito della presenza sul territorio di società che permettono di praticare i vari sport

di Giacomo Bagnasco


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2' di lettura

Una new entry di sicuro interesse per l’Indice di sportività delle province italiane, che conta per il 3% sul totale dell’indagine: un valore di rilievo per un parametro al debutto. Si tratta del “tasso di praticabilità sportiva”, ricavato - come spiegano i ricercatori di Pts Clas - da dati del Coni a proposito della presenza sul territorio di società che permettono di praticare i vari sport. Eventualmente anche fuori dalla propria area: perché è chiaro che uno sciatore di Ferrara o di Lecce - per esempio - non potrà dedicarsi alla disciplina preferita senza uscire dalla provincia di residenza.

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Il Coni ha svolto la sua statistica calcolando la bellezza di 61 sport ed è arrivato a “premiare” - com'era almeno in parte prevedibile - le province più grandi e soprattutto più popolate, dove esiste anche un'offerta più diversificata. In sostanza, per una volta Milano e Roma arrivano sul traguardo quasi a braccetto, assicurando ai cittadini la possibilità di praticare il 97% per cento delle specialità individuate, in sostanza 60 su 61 (ma non si conosce il nome della “pecora nera”). E se Milano finisce prima e la capitale seconda è solo perché per ogni classifica il risultato ottenuto in termini assoluti viene anche parametrato alla popolazione delle singole province, con Roma che - cifre dell'Istat alla mano - ha 4,342 milioni di abitanti e Milano che segue a 3,250.

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Subito dopo, ancora grandi aree metropolitane. Le province di Napoli e Torino, rispettivamente terza e quarta per popolazione su scala nazionale, ottengono gli stessi piazzamenti anche riguardo alla praticabilità sportiva. E nemmeno il quinto posto di Brescia deve sorprendere, visto che stiamo parlando, appunto, della quinta provincia italiana per abitanti, a quota 1,266 milioni.

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Solo dal gradino successivo le cose cambiano e riemerge il divario Nord-Sud. Nel senso che tra le prime dieci aree italiane per numero di residenti figurano anche Palermo, Bari, Catania e Salerno, che però sono fuori dalla top ten della praticabilità sportiva: il loro posto è preso da Padova, che finisce sesta, Varese, settima, Genova, ottava, e Venezia, decima. Pure in questo caso si parla di territori demograficamente significativi, che tuttavia restano sotto il milione di abitanti.

A completare il gruppo delle eccellenti c’è Bergamo, ottava su scala nazionale per popolosità (1,115 milioni di residenti) e nona per praticabilità sportiva. Anche il suo piazzamento contribuisce a fare della Lombardia la dominatrice di questa classifica, con quattro presenze nelle prime 10.

In fondo alla graduatoria province piccole e prevalentemente meridionali, con la maglia nera attribuita al Sud Sardegna. Ma nelle ultime 10 è rappresentato anche il Nord: dal 99° posto di Verbania e provincia al 105° e terzultimo di Aosta, passando per il 101° di Sondrio.

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