MERCATO DEI CAPITALI

Indonesia emette coronabond da 4,3 miliardi

Il paese deve affrontare la pandemia e la crisi finanziaria. Dall’Icma al via l’utilizzo dei Social e Sustainability Bond per il Covid-19

di Mara Monti

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(NurPhoto via AFP)

Il paese deve affrontare la pandemia e la crisi finanziaria. Dall’Icma al via l’utilizzo dei Social e Sustainability Bond per il Covid-19


2' di lettura

In una fase di incertezza come l’attuale l’Indonesia decide di affrontare i mercati finanziari emettendo il suo primo coronabond da 4,3 miliardi di dollari con una tranche da 50 anni, la più lunga emissione di obbligazioni in dollari da parte di una nazione asiatica. I primi ad emettere coronabond sono state le imprese cinesi: dallo scorso febbraio decine di aziende nella Repubblica popolare hanno raccolto fondi per il “controllo dei virus”.

L'Indonesia sta cercando di seguire l’esempio cinese in un momento in cui sta attraversando contemporaneamente sia la crisi pandemica sia quella finanziaria. Con un elevato disavanzo delle partite correnti, gran parte del debito pubblico del paese è nelle mani di investitori esteri, rendendolo vulnerabile al rischio di fuga di capitali. La rupia è scesa di quasi il 16% rispetto al dollaro dall'inizio dell'anno, una delle valute asiatiche con la peggiore performance.

Sul fronte della pandemia, i casi di contagio stanno aumentando velocemente. Per frenare la diffusone del virus le autorità di Giacarta hanno deciso di imporre restrizioni dalle chiusure di scuole ai luoghi di lavoro.

L’emissione indonesiana è stata ben accolta dal mercato: per attrarre gli investitori, la tranche a 10,5 anni ha offerto una cedola del 3,85%, alla pari del tasso delle obbligazioni sovrane in dollari del paese. La tranche scadenza 50 anni ha offerto il 4,5% attirando le sottoscrizioni da gran parte delle compagnie di assicurazione asiatiche in cerca di rendimenti, secondo quanto riportato da Reuters.

Senza l’etichetta di coronabond, il collocamento dell’emissione sarebbe stato molto più difficile. In realtà non si tratta soltanto di una etichetta perché l’emissione di questo bond prevede la presentazione di un piano preciso in cui vengono specificati come i fondi verranno utilizzati in relazione al virus.

Le autorità internazionali a cominciare dalla Banca Mondiale stanno spingendo sull’utilizzo dei social bond per piani di intervento sul Covid-19 utili per il finanziamento della ricerca sui vaccini, la produizione di test e farmaci dal momento che i pandemic bond utilizzati in passato non hanno funzionato. Nei giorni scorsi l’ Icma (International Capital Market Association) ha dato il via libera all’utilizzo dei principi applicabili alle emissioni di Social e Sustainability Bond per progetti sociali legati al Covid-19 come la ricerca e lo sviluppo di vaccini, l’assistenza sanitaria e medica, investimenti in attrezzature mediche, per forniture igieniche, fino a progetti specifici legati al sostegno di fondi per la disoccupazione generata dalla crisi.

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