metalmeccanica

Industria 4.0 e i nuovi prodotti spingono i conti della Edilsider

L'azienda di Alcamo nel trapanese ha recuperato le perdite causate dal lockdown e punta a chiudere il bilancio 2020 con un aumento del fatturato del 10 per cento rispetto al 2019

di Nino Amadore

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Il deposito di materiale della Edilsider di Alcamo nel trapanese

L'azienda di Alcamo nel trapanese ha recuperato le perdite causate dal lockdown e punta a chiudere il bilancio 2020 con un aumento del fatturato del 10 per cento rispetto al 2019


3' di lettura

Giuseppe voleva fare l’attore. Era il 1951 e questo ragazzo di Alcamo, in provincia di Trapani, aveva deciso di andarsene a Roma a Cinecittà.  L’amore della mamma che non lo voleva lontano da casa e la caparbietà del padre hanno impedito che ciò accadesse.

Non sappiamo se abbiamo perso un premio Oscar, sappiamo che abbiamo guadagnato un imprenditore. Perché Giuseppe Calandrino, con l’aiuto del padre e i capitali di uno zio tornato dall’estero e coinvolto come socio, quasi 70 anni fa ha creato il primo nucleo di quella che oggi è l’Edilsider, un’azienda con 80 addetti tra diretti e indiretti e a 85 anni è ancora, saldamente si direbbe, il presidente della società affiancato dai figli Marcello e Fabio che sono il suo braccio operativo. Marcello, in particolare, è il perno di tutte le iniziative ed è stato il protagonista del rinnovamento aziendale in termini di modello di impresa e di business. Grazie all’integrazione della Edilsider all’interno del consorzio ALsistem di cui è stato presidente tra il 2014 e il 2017 mentre oggi ne è il responsabile marketing: del consorzio fanno parte 11 aziende di cui 10 che coprono il territorio nazionale e una, la ALsistem HK Limited, opera in un mercato certamente interessante che comprende Taiwan, Hong Kong e Macao con un occhio alla Cina.

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Una presenza, quella all’interno del consorzio, che ha consentito alla Edilsider di fare il salto di qualità e di entrare a far parte del cerchio dei gammisti, quelle aziende che progettano, brevettano e detengono la proprietà in esclusiva dei suoi sistemi per serramenti. Nel 2019 la Edilsider ha fatturato 15,1 milioni e quest’anno punta a chiudere ancora in crescita nonostante il lockdown causato dalla pandemia: «Subito dopo il lockdown - dice Marcello - eravamo a -35% rispetto all’anno scorso, ora siamo a -7% ma prevediamo di crescere e di chiudere addirittura il 2020 a +10 per cento». Il tutto grazie ai benefici derivanti dalla vendita di beni strumentali il cui acquisto è stato accelerato dagli incentivi messi in campo su questo fronte . Misure di cui ha beneficiato la stessa Edilsider che ha acquistato nuovi macchinari. Intanto è stata avviata la produzione di due nuove linee. Una è Tessuto, da un’idea di Fabio che se ne occupa, con la produzione di pannelli in metallo praticamente disegnati anche secondo le indicazioni del cliente. L’altra è Cielo «una linea di serramenti minimali tutto vetro in alluminio» spiegano dalla Edilsider.

Nel bilancio di quest’anno non vi sono ancora, ovviamente, i benefici derivanti dall’avvio degli incentivi dell’Ecobonus e gli altri: «La situazione è complessa per il momento - spiega Marcello - e in particolare per la condizione di molti immobili: molti edifici presentano problemi anche per piccoli abusi da sanare. I benefici arriveranno sicuramente se, come sembra, allungheranno i tempi portando la scadenza degli incentivi al 2023. Vedremo». Nel frattempo l’azienda si sta attrezzando per non perdere queste opportunità e in particolare con un servizio di consulenza: «Vogliamo mettere i nostri clienti, i serramentisti, in condizione di lavorare utilizzando bene gli incentivi dello Stato - spiega Marcello -. I serramentisti sono artigiani e non possono certo dedicarsi alla burocrazia e alle pratiche per ottenere gli incentivi. Noi li aiutiamo fornendo così un servizio sia a loro che al cliente finale».

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