INTERVISTA

«Industria alleata dell'ambiente per preservare l'acqua»

Secondo Mauro D'Ascenzi, presidente di Utilitalia Servizi, le nuove tecnologie tutelano la riserva idrica e il suo recupero


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2' di lettura

“C'è una forte assonanza tra il nostro Festival dell'acqua e quanto sta succedendo nel mondo per la difesa della risorse naturali”. Secondo Mauro D'Ascenzi, presidente di Utilitalia Servizi, dopo la prima tappa di Bressanone (dal 13 al 15 maggio) – che ha parlato del ciclo idrico “a monte” – la seconda tappa di Venezia, che si occupa della fase “a valle”, cade nel momento giusto per il forte e attuale dibattito a livello globale sulla tutela dell'ambiente. “Perché da una parte, per quanto riguarda l'acqua, si rischia di sfruttarlo troppo e dall'altra di inquinarlo se la restituiamo sporca”, aggiunge D'Ascenzi.

Quale deve essere dunque l'atteggiamento corretto nei confronti della risorsa acqua?
Come associazione il nostro ruolo è duplice visto che vogliamo tutelare questo bene per le future generazioni. Da una parte difendiamo l'acqua, e dunque l'ambiente, auspicandone un uso consapevole. Dall'altra parte ci adoperiamo affinchè l'acqua restituita sia pulita e dunque riutilizzabile senza attingere a quella “vergine”. Sono due facce della stessa medaglia ma entrambi fondamentali per il nostro futuro.

Questi sono ragionamenti a maggior ragione validi a livello globale…
Teniamo alta l'attenzione alla cooperazione internazionale e al bisogno di acqua nel mondo visto che il riutilizzo e la creazione di risorse da zone umide portano alla nascita di un ciclo virtuoso. In generale ci sentiamo molto, molto vicini all'attuale movimento per la tutela dell'ambiente. E noi, con il tema dell'acqua, riteniamo di essere il cuore di tutto ciò.

Per riutilizzare l'acqua ed evitare gli sprechi c'è bisogno di tecnologie innovative…
Quando parliamo di riutilizzo dell'acqua dietro ci sono sempre grandi operazione di scienza, tecnologia e industria, tutti concetti che solitamente – sbagliando – vengono associati all'inquinamento mentre nel caso dell'acqua è l'esatto contrario. Invece permettono di realizzare operazioni di risanamento e depurazione eccezionali, a vantaggio della tutela della risorsa idrica. Per questo sono convinto che tutto ciò avrà successo se diventerà un veicolo di sviluppo economico, stavolta imperniato sul risanamento e sulla tutela dell'ambiente. Un tempo il diritto all'acqua era antitetico all'industria, però va fatto un distinguo fondamentale: c'è un diritto di principio e un diritto reale. Per godere del diritto di principio il cittadino deve poter contare su un'industria all'altezza che garantisca tutto il ciclo dell'acqua – cioè produzione, distribuzione, depurazione e restituzione – e con esso il diritto reale.

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