ISTAT

Industria avanti adagio (+0,8 a febbraio), affonda l’auto

di Luca Orlando

(ANSA)

2' di lettura

Primo bimestre: +0,1%. L’andamento della produzione industriale ricalca le ultime previsioni sulla crescita italiana 2019 inserite nel Def, un “avanti adagio” che si conferma anche nelle ultime rilevazioni sull’output. A febbraio la produzione manifatturiera segna la seconda variazione congiunturale positiva dopo quattro mesi consecutivi di cali che avevano contraddistinto la parte finale del 2018. Su base mensile la crescita è dello 0,8% mentre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente il progresso è dello 0,9%. Pochino, in effetti, anche se si tratta pur sempre della prima crescita tendenziale visibile dallo scorso ottobre. In grado di spostare verso l’alto le previsioni sul Pil italiano del primo trimestre, allontanando il rischio del terzo segno meno consecutivo grazie ad un contributo dell’industria che potrebbe tornare positivo.

La zavorra dell’auto
Progresso della manifattura che sarebbe stato decisamente superiore senza il freno dell’auto, ancora una volta in calo pesante: la produzione italiana di autoveicoli a febbraio è infatti diminuita del 10% rispetto allo stesso mese del 2018, nella media dei
primi due mesi dell'anno la flessione tendenziale è del 13,8%.

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Bene l’abbigliamento
Tra i settori registrano le variazioni tendenziali positive migliori vi sono le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+11,7%), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+5,3%) e la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+4,4%). Le flessioni più ampie si registrano nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-13,9%), nell'industria del legno, della carta e stampa (-5,4%) e nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-2,8%).

Come detto, nel primo bimestre il bilancio della produzione resta ben magro, con una crescita di appena lo 0,1% e anche su base congiunturale la variazione del trimestre rispetto al periodo precedente continua ad essere negativa, con una frenata dello 0,3 per cento.

Non sarà un anno «bellissimo»
Anche se il rischio della recessione pare al momento allontanarsi a giudicare dai dati, del resto confermati dalle ultime stime inserite nel Def, difficilmente il 2019 si prospetta come un anno «bellissimo», previsione avanzata appena all’inizio di febbraio dal premier Giuseppe Conte.

Aumentano i ritardi nei pagamenti
I segnali di rallentamento sono infatti visibili in più indicatori, dall’indice di fiducia (per le imprese manifatturiere siamo ai minimi da quattro anni) alla riduzione degli ordini interni ed esteri; dalla frenata dell’export (che pure resta in terreno positivo) alle prime avvisaglie di difficoltà nel sistema dei pagamenti, con i ritardi gravi tra imprese lievitati del 6% nel primo trimestre.

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