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La produzione industriale sale a luglio, cala sul trimestre

Per l’output +0,4% dopo due cali consecutivi ma su base annua giù dell’1,4%. Male metallurgia e gomma-plastica

di Luca Orlando

(Gorodenkoff - stock.adobe.com)

2' di lettura

Un progresso di quattro decimali rispetto al mese precedente (dopo due cali consecutivi) e un calo dell’1,4% su base annua. Senza infamia e senza lode il dato di luglio della manifattura italiana, la cui produzione mostra segnali di difficoltà senza però manifestare un brusco rallentamento. Certo è che l’osservazione dell’output registrato dall’Istat evidenzia un altro “film” rispetto a quanto si vede dal lato del fatturato.

Se lo scatto dei ricavi, da mesi ormai in progresso a doppia cifra, dipende in larga misura dalle tensioni inflattive che si scaricano sui listini, nella produzione la misurazione è neutra rispetto ai prezzi, si guarda alle quantità, ai volumi prodotti. Che presentano infatti un trend decisamente meno dinamico.

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A pesare è certamente l’impennata dei prezzi dell’energia, che costringe molte aziende a rivedere i cicli produttivi, rallentando l’output quando i costi diventano improponibili. Come è accaduto ad esempio a numerose fonderie, che per la prima volta nella loro storia hanno deciso di anticipare le ferie proprio a luglio per sfruttare prezzi di gas ed elettricità meno tesi ad agosto, previsione che per la verità è purtroppo stata smentita dalla realtà. Stop che in effetti ha contribuito a frenare il dato della metallurgia, peggior settore tra quelli monitorati dall’Istat.

Così, aggiungendo l’ultima rilevazione, nella media del periodo maggio-luglio il livello della produzione diminuisce dell'1,6% rispetto ai tre mesi precedenti. Tra i settori di attività economica che registrano variazioni tendenziali positive si segnalano la
fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+15,0%), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,3%) e la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+2,8%). Le flessioni più ampie si registrano nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-8,1%), nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (-6,8%) e nella fabbricazione di prodotti chimici (-3,8%).

Segnali di rallentamento visibili ad ogni modo anche altrove nelle ultime rilevazioni, ad esempio nel mercato del lavoro. Con l’Istat a registrare a luglio 22mila occupati in meno rispetto al mese precedente mentre in parallelo Inps registra un balzo di oltre 45 punti per la Cassa Straordinaria nei primi sette mesi dell’anno.

Situazione, quella italiana, più o meno allineata con quanto accade in Europa anche se su base mensile siamo proprio noi a realizzare la performance migliore. La Germania cede lo 0,3% mensile e oltre un punto su base annua mentre la Francia perde l’1,6% rispetto a giugno e due decimali su base annua. Eccezione parziale è la Spagna, la cui produzione rispetto a luglio 2021 sale di oltre cinque punti, anche se nel confronto mensile si registra un calo anche a Madrid.

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