Indagine EY

Industria, Brexit e dazi frenano fusioni e acquisizioni

Sono state 90 le operazioni straordinarie compiute nelle tre regioni. In mani straniere sono passate 31 società, 29 le mosse oltreconfine da parte di compagnie trivenete

di Barbara Ganz


4' di lettura

Nel 2019 a Nordest si sono contate 90 operazioni di M&A, cioè operazioni straordinarie come fusioni e acquisizioni. Un numero in leggero calo rispetto al 2018 (quando erano state 104: -13%), ma in linea con l’andamento nazionale.

Ci sono fattori che hanno agito come un deterrente -l’incertezza del quadro politico interno e, a livello internazionale, le tensioni sui dazi oltre alla questione Brexit - ma «le dimensioni aziendali contenute tipiche del tessuto imprenditoriale del NordEst - spiega Luciana Sist, associate Partner EY Transaction Advisory Service - combinate con la persistente presenza di liquidità nei mercati finanziari hanno offerto alle imprese numerose opportunità di consolidamento in una sempre più globale arena competitiva». Molte imprese, dunque, in questo modo si sono strutturare per essere più forti, oppure hanno gestito il passaggio generazionale attraverso una cessione capace di assicurare continuità all’azienda.

IL CONSUNTIVO

IL CONSUNTIVO

Aziende del NordEst
Sono in tutto 90 operazioni e hanno coinvolto 66 società basate in Veneto, 17 in Friuli Venezia Giulia e 7 in Trentino Alto Adige.

In particolare 56 transazioni hanno visto come acquirente un investitore strategico (italiano, nella maggior parte dei casi). «Dunque - spiega Sist - si tratta di aziende del Nordest che mantengono la propria identità sul territorio, ma si rafforzano grazie alle sinergie e alla dimensione».

Un esempio è l’acquisizione della metal forming division di Euromeccanica da parte di Mevis, entrambe basate a Vicenza e ai vertici nello stampaggio su lamiera e nella componentistica metallica. Dall’acquisizione è nato un gruppo di 140 milioni di euro di fatturato e 800 dipendenti. La cessione della friulana Evraz Palini & Bertoli Srl, società leader nella produzione di lamiere da treno, con un fatturato 2018 di 200 milioni, va invece a rafforzare il gruppo metalsiderurgico mantovano Marcegaglia.

L’interesse di operatori esteri nei confronti di asset del Nordest ha condotto al passaggio in mani straniere di 31 società (su 90). La Francia è stato il Paese più attivo, con 9 acquisizioni, principalmente a opera di istituzioni finanziarie. L’operazione più rilevante in termini di dimensione è stata l’acquisizione del 100% della padovana M.T.A. (settore del condizionamento e della refrigerazione industriale), da parte del fondo di private equity Chequers Capital. Gli Stati Uniti hanno annunciato cinque transazioni, fra le quali l’acquisizione della vicentina Forgital da parte del fondo di private equity The Carlyle Group. Forgital, specializzata nella produzione di anelli forgiati e laminati di acciaio, alluminio e titanio di grandi dimensioni, è stata interamente acquisita per un valore di circa 1 miliardo. Il settore dove si sono registrate più operazioni è il Consumer, protagonista con 32 operazioni (di cui 14 ad opera di investitori strategici e 18 di investitori finanziari) principalmente nei comparti food&beverage (13), abbigliamento (5) e cosmetica (4). Fra le operazioni più rilevanti, l’acquisizione di Waycap, società di Venezia specializzata in accessori moda acquisita dal fondo Wise Equity, l’acquisizione di una partecipazione di minoranza in Moorer, società di abbigliamento di lusso basata a Verona, ad opera della società di investimento Borletti Group e infine l’acquisizione della friulana L&S Lighting, nel settore dell’illuminazione, da parte del fondo italiano di private equity Clessidra.

Molte operazioni sono nate per aumentare la penetrazione in mercati già presidiati, o per estendere la gamma prodotti: è il caso dell’acquisizione del Caseificio Tonon da parte della trevigiana Latteria Montello (NonnoNanni).

Il Triveneto vanta otto operazioni dove il fatturato delle società acquisite è stato superiore a 100 milioni di euro: oltre alle già menzionate Forgital e Evraz Palini & Bertoli, un’altra rilevante transazione è stata l’acquisizione da parte di NB Renaissance Partners della quota di controllo di Rino Mastrotto Group, società basata a Vicenza, leader mondiale nella produzione e commercializzazione di pelli. Da citare, inoltre, l’acquisizione della vicentina Marelli Motori, specializzata nella produzione di motori e generatori elettrici, da parte di Langley Holdings, società ingegneristica internazionale, e l’acquisizione della padovana Elettroveneta ad opera di Sonepar Italia, entrambe operanti nella distribuzione di materiale elettrico.

Nuovi interlocutori si sono affacciati sul mercato del M&A, tra questi i club deal, gruppi di investitori che operano congiuntamente. Quello promosso da Orienta Partners si è aggiudicato, insieme ad Indigo Capital France, la trevisana Virosac, leader in Italia nella produzione di sacchi biodegradabili per rifiuti domestici e professionali.

Il NordEst che compra in Italia
Le acquisizioni in Italia ad opera di acquirenti basati nel Nord Est sono state 25, di cui 19 ad opera di società basate in Veneto, 3 in Friuli Venezia Giulia e 3 in Trentino Alto Adige.

In alcuni casi i fondi di private equity, entrando nel capitale di una società, spingono sulle acquisizioni per accelerare la crescita. In questo ambito rientrano le tre acquisizioni (in Lombardia e Piemonte) annunciate dalla trevigiana Forno D’Asolo, aziende del settore dolci e croissant surgelati, partecipata dal fondo di private equity BC Partners, e quella di Orva da parte di Morato Pane, società basata a Vicenza controllata da Aliante Partner.

Il NordEst che compra all’estero
Le acquisizioni oltre confine ad opera di acquirenti basati nel NordEst sono state 29, in crescita rispetto alle 22 del 2018. Le acquisizioni sono state annunciate principalmente in Europa (17) di cui 7 in Francia, e a seguire in USA e Canada (7). Tra le più rilevanti quella della compagnia portoghese Seguradoras Unidas, detenuta dal fondo di investimento Apollo Global Management, da parte della triestina Assicurazioni Generali, per un valore di circa 600 milioni. Oltre i confini europei sono state annunciate l’acquisizione di Ozak, società turca specializzata nella produzione di tornelli per il controllo accessi pedonale, da parte di Came e quella della canadese Micanan Systems, attiva nei sistemi per l’automazione delle porte e garage, da parte di Nice.

Secondo il reporto di EY c’è «cauto ottimismo su una continuazione dell’attività M&A: la buona disponibilità di liquidità e i processi di consolidamento in atto dovrebbero continuare ad alimentare nuove operazioni nei prossimi mesi». È anche da considerare, guardando al 2020 e agli anni successivi, l’effetto delle attività di disinvestimento da parte dei fondi di private equity dopo il periodo di gestione che in media è di 3-5 anni.

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