Made in Italy in sala

Industria del cinema, business per 2mila imprese e da 4 miliardi di ricavi

Il primo studio di UniCredit sul settore, presentato a Roma nel corso del Forum economie organizzato dalla banca e Anica e dedicato al tema “Il Cinema è Cultura, Industria, Ricerca

di Andrea Biondi


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3' di lettura

In Italia la filiera cinematografica (produttori, distributori, industrie tecniche, esercenti, produttori di apparecchi cinematografici) genera un giro d’affari di circa 4 miliardi di euro e vede attive oltre 2.000 aziende, in prevalenza di piccole dimensioni (il 97% delle imprese è sotto i 10 milioni di fatturato). È quanto sottolinea il primo studio di UniCredit sul settore, presentato a Roma nel corso del Forum economie organizzato dalla banca e Anica e dedicato al tema “Il Cinema è Cultura, Industria, Ricerca”.
A dominare il business cinematografico sono player di dimensione globale, e i giganti dell’on demand - Netflix e Amazon Prime su tutti - la stanno facendo da padrone e hanno cambiato le regole del gioco.
Dal canto loro però le imprese italiane, stando ai numeri riferiti dallo studio, hanno dimostrato di saper garantire una dinamica positiva del fatturato (crescita dei ricavi compresa tra il 3% e il 6% medio annuo tra il 2013 e il 2017), un’elevata redditività lungo la filiera (i produttori e i distributori cinematografici presentano un ebitda margin rispettivamente dell’11% e del 43% nel 2017) e anche metriche creditizie solide (oltre il 60% delle aziende si colloca a livello di investment grade).

Le sale di proiezione

In questo quadro il settore delle sale cinematografiche (che vale circa 600 milioni e impiega oltre 300 imprese) viene segnalato come l’anello debole della filiera, subendo fortemente la concorrenza della tv e di internet. Ma non c’è da disperare. A patto che si entri nella scia giusta, fatta di investimenti, digitale, sale multiplex e apertura ad altri eventi, come ad esempio gli e-sports.
Dall’altra parte resta alta la vivacità del mercato delle operazioni di M&A in Europa: negli ultimi 4 anni sono state 151 e hanno coinvolto aziende del settore entertainment e hanno visto l'ingresso nel capitale di fondi di investimento. Anche l'Italia è interessata dal processo di consolidamento in atto, risultando piazza molto appetibile per i buyer in ragione della presenza di imprese con buona redditivita e portafoglio titoli attrattivo.
Non a caso realtà come Palomar (il cui 72% è stato acquisito dal colosso francese Mediawan) e Cattleya (acquisita dall'ingrese Itv) sono state al centro di questo risiko. Il Tax Credit poi si conferma un volàno per lo sviluppo di collaborazioni e l'attrazione di investimenti esteri ma comunque per la società di produzione - e in generale per tutta la filiera - si stanno presentando possibilità non da poco legare anche a un quadro normativo che, dalla direttiva Ue sui servizi media audiovisivi in giù, porterà a una semlr maggiore richiesta di contenuti locali, che per legge dovranno entrar nei cataloghi anche dei colossi dell'on demand.
Se si guarda però al mercato dei capitali, questa resta un'opzione di funding ancora molto marginale. Solo 4 le Ipo sul mercato Aim e Star di Borsa Italia (Leone Film Group, Notorius Pictures, Lucisano Media Group, Mondo TV).
«La concorrenza nella filiera del Cinema e dell’Audiovisivo ha dichiarato il presidente Anica, Francesco Rutelli - è fortissima. Le capacità creative e produttive italiane sono indiscutibili, e l’Italia è certamente tra i paesi più ricercati per prodotti e talenti. Ma la trasformazione globale rende la competizione sempre più sfidante: l'integrazione all'interno di questo comparto - inclusi i mondi dell'innovazione digitale - la crescita dimensionale delle imprese, la capacità di rivolgersi ai mercati internazionali, ecco gli obiettivi strategici per i quali in Italia dobbiamo essere pronti»
«L’industria cinematografica italiana - ha dichiarato Lucio Izzi, responsabile Corporate Sales & Marketing di UniCredit – sta vivendo un costante sviluppo trainato dall'innovazione. Il settore può certamente ritagliarsi un ruolo di primo piano come fornitore di contenuti qualità, in più la disponibilità di nuove piattaforme è una magnifica opportunità di crescita e di sviluppo per tutta l'industry. Per UniCredit è un privilegio essere partner di queste imprese e sostenerle nel loro percorso di crescita, sia in Italia che all’estero».

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