dati istat di dicembre

Industria in contrazione: produzione -5,5% annuo, peggior dato dal 2012


Italia in recessione, che vuol dire?

3' di lettura

Non passa giorno senza una cattiva notizia per l’economia italiana. L’ultima è stata comunicata dall’Istat, e mostra un’industria in chiara retromarcia. A dicembre infatti è diminuita nuovamente la produzione industriale italiana, con una variazione ampiamente negativa sia su base congiunturale sia in termini annui e una flessione diffusa a livello settoriale.

L’indice destagionalizzato della produzione industriale è sceso dello 0,8% rispetto a novembre. Corretto per gli effetti di calendario, a dicembre 2018 l’indice è diminuito in termini tendenziali del 5,5% (i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 18 di dicembre 2017). Una debacle che non si vedeva dal 2012. Nella media del 2018 la produzione è cresciuta dello 0,8%, soprattutto grazie all'eredità positiva dell'anno precedente.

Ma per il 2019 la stessa eredità si preannuncia un vero e proprio macigno di segno inverso. Non solo per il drammatico andamento del settore automobilistico, crollato di quasi il 6% nel 2018, ma perché nei 4 mesi da settembre a dicembre tutta la produzione industriale italiana è diminuita ininterrottamente.

Verso il terzo trimestre consecutivo di contrazione del Pil
Ma a vedere nero è anche il Centro Europa ricerche, uno dei tre organismi di previsione che fanno parte del panel dell'Ufficio parlamentare di bilancio. Alla luce del dato Istat sulla produzione industriale e considerando il «negativo effetto di trascinamento» che porta con sè, il Cer ha abbassato la stima sulla variazione tendenziale del Pil nel primo trimestre 2019 a -0,3 per cento. In termini congiunturali si registrerebbe una contrazione dello 0,1%, la terza consecutiva.

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«Dopo il punto di massimo di dicembre 2017, in tutti i trimestri del 2018 la produzione ha registrato, al netto della stagionalità, flessioni congiunturali, con un calo più marcato nell'ultimo trimestre», commenta l’Istituto nazionale di statistica. «Ciononostante, nel complesso dell’anno i livelli produttivi risultano in moderata crescita, grazie all’effetto di trascinamento dovuto al positivo andamento dell'anno precedente», prosegue.

Male i beni di consumo
Nel complesso del quarto trimestre il livello della produzione registra una flessione dell'1,1% rispetto ai tre mesi precedenti. L’indice destagionalizzato mensile mostra un lieve aumento congiunturale solo nel comparto dei beni intermedi (+0,1%); diminuiscono invece in misura marcata i beni di consumo (-2,9%) e l’energia (-1,5%) mentre i beni strumentali registrano una variazione nulla. Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a dicembre 2018 un'accentuata diminuzione tendenziale per i beni di consumo (-7,2%) e per i beni intermedi (-6,4%); diminuzioni più contenute si osservano per l'energia (-4,4%) e per i beni strumentali (-3,5%).

Effetto Germania per il crollo della produzione industriale italiana

Tutti i principali settori di attività economica registrano variazioni tendenziali negative. Le più rilevanti sono quelle dell'industria del legno, della carta e stampa (-13,0%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-11,1%) e della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-7,9%).

Francia meglio dell’Italia: produzione +0,8%
Decisamente migliore il quadro che si registra Oltralpe. La produzione industriale francese mostra infatti un recupero a dicembre registrando una crescita dello 0,8% dopo essere diminuita dell'1,5% il mese precedente (dato rivisto da -1,3%), trainata dalle attrezzature per il trasporto, coking e raffinazione. Lo ha indicato l'ufficio di statistica Insee. Il dato è superiore alle attese del mercato che si aspettava un aumento più contenuto dello 0,4 per cento. Anche la produzione manifatturiera, che a novembre è scesa a un livello simile a quello della produzione industriale (-1,5%), ha recuperato (+1%), afferma l'istituto statistico.

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