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Industria cosmetica, frena la crescita 2022

Si raggiungeranno i livelli pre-crisi, ma pesano le incognite del caro energia e materie prime e la crisi in Ucraina

di Marika Gervasio

2' di lettura

Il 2022 segnerà l’anno della definitiva ripresa dell’industria cosmetica italiana, secondo le previsioni del Centro studi di Cosmetica Italia, l’associazione nazionale di categoria che ieri ha presentato il 54° Report annuale secondo cui il settore chiuderà l’anno con un fatturato in crescita del 2,7% a quota 12,1 miliardi di euro, tornando sui livelli pre-crisi del 2019 e continuerà con il segno positivo (+2,3%) anche nel 2023 (+3,3%).

Segnali incoraggianti dunque, sebbene sia stato necessario rivedere le previsioni al ribasso rispetto a quelle fatte a gennaio che vedevano aumenti ben più elevati, +6,5% per il 2022 e +6,6% per il 2023 a causa dell’incremento dei costi energetici, delle materie prime e dell’incognita mondiale del conflitto Russia-Ucraina, come ha spiegato Gian Andrea Positano, responsabile del Centro studi di Cosmetica Italia.

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Dati che fanno ben sperare - sempre con le dovute cauzioni del caso visto il complesso scenario economico e geopolitico - l’intera filiera produttiva che nel 2021 ha raggiunto un valore di quasi 17 miliardi di euro, il 9,6% in più rispetto al 2020 (-0,3% rispetto ai livelli pre-crisi), tra industria cosmetica (11,8 miliardi nel 2021, in aumento del 9,9% rispetto al 2020 e in calo del 2,2% sul 2019), materie prime (1 miliardo, in crescita rispettivamente del 16,7% e del 5%), macchinari (366 milioni, +5% e + 17%) e imballaggi (3,8 miliardi, +7,1% e +3%).

Positivi anche i dati sul fronte dei consumi: il valore ha superato i 10,6 miliardi nel 2021 (+8,8%) e per la fine di quest’anno è prevista un’ulteriore crescita del 3,3% che porterà il mercato ai livelli del 2019.

Un trend che proseguirà anche nel 2023 con un +3,2%. Grande protagonista delle vendite di prodotti di bellezza si conferma l’e-commerce che si conferma quarto canale di acquisto anche nel 2021 con un valore di 871 milioni di euro in salita del 23,2%. Lo precedono la grande distribuzione, prima in assoluto con 4,5 miliardi (+2,7%), la profumeria che recupera il suo secondo posto (1,87 miliardi, +21,3%) e farmacia (1,86 miliardi, +3,1%). Tra i prodotti più acquistati in maniera trasversale spiccano quelli green e bio con una quota del 25% del totale mercato cosmetico per un valore che l’anno scorso ha toccato i 2,7 miliardi (+12,6%).

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