Salvataggi

Industria italiana autobus, 240 ordini per il 2020

Tra il 2018 e il 2019 sono stati consegnati in totale oltre 540 bus

di Ilaria Vesentini


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Un gruppo di bus Bredamenarinibus (Agf)

2' di lettura

La crisi dell’industria italiana degli autobus è alle spalle: per ora sono parole che sintetizzano le ore di lavoro al tavolo del Mise tra manager aziendali, istituzioni e sindacati, ma a corroborarle ci sono numeri e programmi che portano per la prima volta tutti gli stakeholder a dichiarare che ci sono i presupposti per il rilancio di IIA (acronimo di Industria italiana autobus), la newco privata creata nel 2015 per salvare dal fallimento la bolognese Bredamenarinibus e l’avellinese Irisbus (chiusa da Fiat quattro anni prima) e salvata una seconda volta per mano pubblica la scorsa estate con la discesa in campo di Leonardo-Finmeccanica e Invitalia come azionisti di riferimento al fianco della società turca Karsan (dove finora è stata delocalizzata la quasi totalità della produzione di mezzi).
«L’amministratore delegato di Iia ha comunicato che tra 2018 e 2019 sono stati consegnati in totale oltre 540 bus mentre per il 2020 ci sono già 240 ordini (in grado di saturare la capacità, ndr). Complessivamente siamo però al di sotto del 25% di produzione in Italia rispetto a quanto previsto dal piano industriale presentato a febbraio, ma si punta a raggiungere l'obiettivo del 25% entro fine anno», dichiarano in una nota congiunta Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil, Samuele Lodi, segretario generale Fiom-Cgil Emilia-Romagna e il suo omologo di Avellino Giuseppe Morsa.

I problemi negli stabilimenti

La situazione dei due stabilimenti a Bologna e Flumeri e dei 450 dipendenti non è tuttora semplice. Ma in Emilia i 150 addetti sono tutti al lavoro dopo il rientro dalle ferie e l'annuncio di Iia che parteciperà al bando della legge regionale 14 sull'attrattività per ottenere ulteriori risorse per ricerca, innovazione e occupazione, è la conferma dell'impegno di trasformare lo stabilimento in San Donato nell'hub di R&S e di service del gruppo: «Per questo abbiamo chiesto al Governo di sostenere la compagine societaria di maggioranza pubblica, così da garantire l'apertura di credito dalle banche in modo da superare la crisi di liquidità dell'azienda e investire risorse, all’interno del piano del green new deal, nel polo italiano di trasporto pubblico locale di natura ecologica», rimarca l'assessore emiliano-romagnolo alle Attività produttive Palma Costi.
Lo stesso Ad di Iia, Giovanni De Filippis, ha parlato delle difficoltà finanziarie legate alla concessione di fideiussioni bancarie, che hanno determinato il ritardo nel pagamento degli stipendi lo scorso mese, ma ha anche illustrato come il piano industriale stia finalmente avanzando: è stato rafforzato il management (con l’inserimento del Cfo, mentre a novembre arriverà il direttore industriale), potenziate le strutture di post vendita e commerciali (Iia è tornata a partecipare alle gare), reimpiegati e formati i lavoratori, nonché avviati i lavori per l’ammodernamento degli impianti. Fiom precisa che a Flumeri (dove la gran parte dei quasi 300 addetti è ancora sotto ammortizzatori, che scadono definitivamente in dicembre) è iniziata la ristrutturazione del tetto ma non sono ancora partiti gli investimenti per l’impianto delle nuove linee di assemblaggio e produzione.

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