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Industria al palo, ricavi giù per il quarto mese. In rosso il bilancio 2019

A settembre fatturato in lieve ripresa congiunturale (+0,2%) ma in calo dell’1,6% su base annua. Bene solo farmaceutica, alimentare ed elettronica. Ordini in ripresa per più settori ma la media (+0,3% annuo) è affondata dal -20% dei mezzi di trasporto. Ricavi 2019 in calo dello 0,2%

di Luca Orlando


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Ricavi industria: i cali maggiori per chimica, macchinari e mezzi di trasporto

2' di lettura

Quarto calo consecutivo per i ricavi dell’industria, che su base annua a settembre cedono l’1,6%, riduzione quasi equamente distribuita tra mercato interno e domanda internazionale.

L’unico dato positivo del mese nella rilevazione Istat è l’aumento congiunturale, limitato tuttavia allo 0,2%. Il che non basta per invertire il trend del terzo trimestre, che infatti chiude in rosso dello 0,7% rispetto al periodo precedente.

A fondo i mezzi di trasporto
Il calo dei ricavi è diffuso tra i settori, anche se vi sono tre importanti eccezioni: la farmaceutica, che trainata dalle vendite internazionali (è l comparto migliore per l’intero 2019, con un progresso dell’export del 29,2%) cresce di oltre otto punti, l’alimentare (+4,2%, anche qui probabilmente grazie all’export, visti i trend recenti) e l’elettronica, in progresso del 6,7%.

Per il resto solo segni meno, con i cali maggiori per chimica, macchinari e mezzi di trasporto, questi ultimi in calo del 6,1%, il risultato peggiore tra i diversi comparti.

Come risultato, i primi nove mesi dell’anno per i ricavi dell’industria scendono in terreno negativo, presentando un calo dello 0,2%, il 2018 si era invece chiuso con una crescita del 2,4%.

Le commesse
Il quadro è più variegato per gli ordini, che rispetto al mese precedente mostrano un incremento un poco più marcato, un aumento dell’1% scomposto in un +0,7% in Italia e +1,5% oltreconfine.

Su base annua il quadro è meno brillante, perché il calcolo grezzo (spinto verso l’alto dalla presenza di una giornata lavorativa in più) presenta un aumento limitato allo 0,3%, risultato di una crescita in Italia (+2,3%) e di una opposta frenata di pari portata all’estero.

Media che tuttavia è pesantemente influenzata dai mezzi di trasporto, le cui commesse nel mese hanno perso il 20% rispetto allo stesso periodo del 2018, che non presentava peraltro balzi anomali verso l’alto in questo comparto.

Altrove il quadro è migliore, con variazioni positive anche ampie (+21,4% per l’elettronica, +12,6% per la farmaceutica, +6,9% per tessile-abbigliamento), ad eccezione della chimica, che cede il 2,6%.

Anche in questo caso, al di là delle oscillazioni mensili, il quadro di medio termine è decisamente deludente, con una frenata delle commesse del 2,5% tra gennaio e settembre.

Se dal lato di produzione e ricavi le notizie per l’industria non sono state per nulla positive (settimo calo consecutivo in termini tendenziali), settembre per la verità ha riservato almeno una sorpresa positiva legata all’export, più tonico delle attese e soprattutto dei risultati dei mesi precedenti. Una crescita su base annua del 6,2% a cui partecipano anche i mercati europei (+4%), con limitati passi avanti (+3,3%) anche da parte della Germania, che invece nel resto dell’anno aveva presentato incrementi di acquisti di made in Italy vicini allo zero.

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