Algoritmi e robot a supporto dei banchieri

DOVE VA IL MERCATO

Industria in salute con flussi in crescita e buone perfomance

Secondo Aipb a fine marzo le masse servite dal private banking hanno raggiunto la quota di 817 miliardi

di Gaia Giorgio Fedi


2' di lettura

Buone notizie per il mercato del Private Banking italiano, che nel primo trimestre 2019 ha registrato segnali positivi grazie alla ripresa dei mercati. «Dopo l’ultimo trimestre del 2018, su cui era stata registrata una frenata del Private Banking italiano, gli AuM (Asset under management, ndr) degli operatori associati ad Aipb tornano a crescere (+5%)», commenta Antonella Massari, segretario generale Aipb (Associazione italiana private banking). Le masse in gestione sono tornate sopra la soglia degli 800 miliardi, mentre i portafogli private hanno incassato una rivalutazione di circa 27,7 miliardi.

«Nell’ultima parte del 2018 le famiglie private avevano virato verso scelte più prudenti, destinando una quota maggiore dei loro patrimoni sulla componente liquida e sulle polizze assicurative finanziarie», osserva Massari. «La ripresa dei mercati ha generato effetti positivi su tutte le asset class nonostante la raccolta netta trimestrale sia stata molto contenuta», aggiunge. Nella prima parte del 2019 la raccolta netta è stata positiva per 1,4 miliardi, la cifra più contenuta degli ultimi 12 mesi. In ogni caso, vanno segnalati anche flussi in entrata dovuti a riorganizzazioni del perimetro private degli operatori per circa 9,8 miliardi di euro, e acquisizioni interne di clienti che passano dai segmenti retail al Private Banking per 0,4 miliardi.

Guardando nel dettaglio alle macrotipologie di prodotto, per quanto riguarda la raccolta diretta il peso sui portafogli private di liquidità e obbligazioni bancarie proprie si è leggermente ridimensionato, dal 15,7% di dicembre 2018 al 15,2% di marzo 2019; la variazione delle masse in gestione è stata positiva, ma più contenuta rispetto alla raccolta amministrata, che ha segnato un rialzo del 5,5% rispetto all’ultimo trimestre 2018, grazie soprattutto agli investimenti in azioni che si sono rivalutati dopo la difficile chiusura del 2018. Sui prodotti assicurativi è proseguito il trend di crescita, con raccolta netta ed effetto mercato positivi, anche se il peso sui portafogli è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente. Quanto alla raccolta gestita, Massari spiega che «nel primo trimestre del 2019 il valore dei fondi e delle gestioni patrimoniali ha registrato una crescita per l’effetto positivo del mercato che compensato una raccolta netta leggermente negativa per i prodotti del comparto gestito». Questo ha compensato la raccolta netta negativa (rispettivamente -0,9% e -0,5%). A marzo 2019, infatti la ricchezza private della raccolta gestita è tornata oltre 320 miliardi di euro, in rialzo del 6,2% dopo essere scesa a 307 miliardi a fine 2018, grazie a diversi fattori: sicuramente l’effetto mercato appena menzionato, ma anche i flussi derivanti da riorganizzazioni del perimetro private di alcuni operatori, che, argomentano ancora da Aipb, hanno prodotto degli effetti sulla composizione dei discretionary mandates.

Per quanto riguarda i fondi comuni, i dati evidenziano che la crescita è trainata dai fondi azionari (11,0%) che hanno recuperato quasi tutto il valore perso nel quarto trimestre del 2018. In ripresa anche i fondi bilanciati e flessibili (+4,8%) e gli obbligazionari (+1,1%), mentre si segnalano disinvestimenti sul comparto dei liquid alternative, fondi aperti che adottano strategie di investimento alternative a quelle degli Ucits tradizionali, mentre cresce del 6,1% il paniere di fondi chiusi, rimanendo pur sempre limitato a 1,8 miliardi di masse in gestione.

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