elettronica 4.0

Industria tecnologica, gelata su fatturato e ordinativi

Investimenti fermi (in casa nostra). Rallentamenti in Germania (il nostro principale cliente). L’Anie – l’associazione delle industrie dell’elettronica – certifica un calo del fatturato di comparto dell’1% nel 2019 e degli ordinativi (-1,9% nel I semestre). Meno della metà delle aziende dice che crescerà quest’anno.

di Laura Cavestri

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Investimenti fermi (in casa nostra). Rallentamenti in Germania (il nostro principale cliente). L’Anie – l’associazione delle industrie dell’elettronica – certifica un calo del fatturato di comparto dell’1% nel 2019 e degli ordinativi (-1,9% nel I semestre). Meno della metà delle aziende dice che crescerà quest’anno.


2' di lettura

Fiato corto – anzi cortissimo – sugli investimenti. Quelli pubblici al palo, quelli privati, alla finestra. Poi c’è la crisi dell’automotive in Germania, cui tra macchine utensili e forniture siamo legato a doppio filo. Ecco spiegato, in gran parte, perchè l’industria tecnologica italiana – che con Anie rappresenta con le aziende di 4 comparti (industria, building, energia e infrastrutture-trasporti) il 3,4% del Pil nazionale – chiude il 2019 con una frenata sul fatturato: -1% (dal +4,7% del 2018).
Una gelata che preoccupa perchè il comparto eterogeneo dell’elettrotecnica e dell’elettronica danno origine, complessivamente, al 6% del fatturato aggregato del manifatturiero nazionale, al 7% delle esportazioni e occupano il 7% degli addetti totali dell’industria manifatturiera.

Certo, c’è una fase di incertezza internazionale. Ma sono soprattutto gli effetti della gelata sugli investimenti pubblici e privati ( poco o per nulla incentivati) e del rallentamento dell’automotive in Germania. Dati che fanno il paio con la produzione industriale, a ottobre in caduta del -2,4% come ha certificato martedì l’Istat.
«Il ridimensionamento del portafoglio ordini – ha spiegato il presidente di Anie, Giuliano Busetto – che, dopo una fase di crescita, evidenziava un primo calo (-0,9%) nella seconda metà del 2018, ha confermato anche nel I semestre del 2019 una dinamica di segno negativo (-1,9%), lasciando presagire un andamento più debole anche nel 2020».

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Busetto (Anie) : «Investimenti in calo, ora il Governo pensi all’industria»

Sentiment negativo che permane anche tra le imprese del compart, in base ai risultati dell’Osservatorio Anie: solo il 44% delle aziende stima, nel 2019, una crescita di fatturato rispetto all’anno precedente.Nel 2018 (sul 2017) òa quota delle “ottimiste” sfiorava il 60 per cento. «In questo quadro critico per ridare slancio alla crescita la priorità è sostenere gli investimenti in ambiti strategici come industria e infrastrutture – conclude Busetto –. Per questo, confidiamo che la Legge di Bilancio approvi definitivamente il credito d’imposta al 40% per l’innovazione 4.0. Uno stanziamento previsto per quest’anno con garanzia di rifinanziamento per il triennio sino al 2022, per un investimento di 7 miliardi in 3 anni. Cui si aggiungono benefici “spot” per stimolare cittadini e imprese a investire in tecnologie per l’edilizia ed efficienza energetica in sede di ristrutturazione».

Essenziale è poi non perdere di vista la fase applicativa dei digital innovation hub e dei competence center «la cui partenza è in ritardo di almeno 6 mesi». «Le imprese Anie possono offrire un contributo centrale come fornitori di tecnologie abilitanti – ha concluso Busetto –. Mi auguro che le scelte del Governo siano orientate a sostenere la crescita dell’industria italiana».

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