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Tlc, la lotta alle emissioni nelle strategie di Tim, Vodafone, Fastweb e Tiscali

La spinta dei consumatori e dell’opinione pubblica spinge le società a prevedere misure concrete contro il cambiamento climatico

di Andrea Biondi

Nuovi caveau. Dai server delle società di telecomunicazioni passano i dati personali degli utenti e, di conseguenza, la gestione della loro privacy

4' di lettura

Nella top 10 dei rischi per il settore delle telecomunicazioni per il 2021 stilata da Ey, quello della scarsa gestione dell’agenda della sostenibilità è al quinto posto.

Un ingresso in questo elenco, ma onestamente non più una sorpresa. Anche perché consumatori che appaiono sempre più sensibili nelle loro scelte e investitori che premono sulle aziende per informare sui rischi fisici e finanziari del cambiamento climatico sono parti ormai fisse nel ragionamenti strategici sul settore Tlc.

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Tim, Vodafone Italia, Fastweb, Tiscali, Inwit ed Ei Towers (la società delle torri di trasmissione controllata da F2i al 60% e al rimanente 40% da Mediaset) sono le 6 società dell’ambito telecomunicazioni (Ei Towers ha comunque ceduto la parte Tlc a Phoenix Tower International) nella lista dei 200 Leader della sostenibilità Sole 24 Ore-Statista.

Per quanto riguarda Tim, strategia climatica, economia circolare, crescita digitale e capitale umano (spinta verso la parità di genere soprattutto) sono i pilastri Esg previsti nel piano industriale 2022-2024. In particolare, la strategia climatica ha come target principali, dal 2020, il raggiungimento della carbon neutrality al 2030 e l’utilizzo di energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili entro il 2025. A questi si aggiunge il nuovo target di emissioni nette zero (net zero) entro il 2040. Quanto all’economia circolare, oltre all’obiettivo di incrementare del 50% la vendita di smartphone e prodotti green entro il 2024, Tim ha introdotto un nuovo target di circolarità che mette in relazione i ricavi derivanti dalla rivendita di materiali e apparati non più utilizzati e la produzione dei rifiuti.

Vodafone ha dal canto suo anticipato gli obiettivi di zero emissioni proprie di gas a effetto serra al 2025 e, da novembre 2020, alimenta la sua rete al 100% con fonti rinnovabili tramite l’acquisto di energia prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili certificate. Nel 2020 gli obiettivi di riduzione di gas a effetto serra al 2030 sono stati approvati dalla Science based targets initiative, in linea con le riduzioni necessarie a limitare l’aumento della temperatura a 1,5 gradi. Entro il 2030 il gruppo eliminerà tutte le emissioni proprie di gas a effetto serra e le emissioni da energia elettrica acquistata. La compagnia telefonica si è impegnata inoltre a dimezzare le emissioni da fonti terze riconducibili a Vodafone che includono joint ventures, fornitori, utilizzo dei device e prodotti venduti. A tutto questo si aggiunge la campagna social “Switch to Green”, pensata per coinvolgere i clienti incoraggiando un uso responsabile e sostenibile della tecnologia.

Quanto a Fastweb, dall’inizio dell’anno è diventata società Benefit. La telco ha assunto l’impegno di diventare carbon neutral entro il 2025. Miglioramento dell’efficienza energetica, attenzione all’utilizzo delle risorse e delle infrastrutture e offerta di soluzioni digitali sostenibili, oltre che sulla selezione di fornitori che abbiano adottato analoghe logiche di sostenibilità sono i punti chiave della strategia della telco. Che dal 2015 acquista il 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Completa il novero delle telco Tiscali. La quale si appresta a diventare il quinto operatore di rete fissa in Italia a seguito della fusione con Linkem Retail e ha presentato il bilancio sociale 2021 sostanziando di nuove iniziative i 5 punti focali (innovazione tecnologica, clienti, sostenibilità ambientale, persone e governance). Nel dicembre del 2021 Tiscali, in collaborazione con lo Swiss institute for disruptive innovation (Sidi), ha dato vita a una foresta aziendale, con 25mila alberi messi a dimora in Madagascar, che comporterà una riduzione di CO2 pari a 750 tonnellate all’anno e il coinvolgimento di 875 lavoratori locali.

Nel ranking, all’interno del settore tlc, sono state inserire anche le performance di Towerco come Inwit ed Ei Towers. Nel primo caso principale driver di questa strategia è il Piano di sostenibilità, implementato in questo ultimo anno e strutturato su cinque aree di impegno: governance, people, environment, innovation e community. Sul fronte della diversity & inclusion, Inwit ha costituito un team interno con l’obiettivo di promuovere iniziative a sostegno di una cultura sempre più inclusiva. Nel 2021 il 47% dei nuovi inserimenti in azienda è rappresentato da donne e sono state erogate circa 64 ore di formazione pro-capite. Iniziative che hanno favorito l’inserimento dell’azienda nel 2021 nel Diversity & Inclusion Top 100 Index di Refinitiv, come seconda tra le aziende italiane, 31esima a livello globale e seconda al mondo nel settore telecomunicazioni. Per quanto riguarda l’area environment, Inwit ha anticipato al 2024 l’obiettivo di raggiungere la carbon neutrality, inizialmente prevista al 2025. Il binomio innovazione e sostenibilità ha portato Inwit a realizzare la prima torre in Italia costituita interamente in legno strutturato a Brugherio, sulla tangenziale Est di Milano.

Completa il ranking Ei Towers. Nel sito sono presenti i vari bilanci di sostenibilità fra cui quello 2021. Il percorso volto alla sostenibilità è iniziato nel 2017 e prosegue su base volontaria, senza obblighi di legge dopo il delisting seguito all’Opa sulla totalità portata a termine da F2i Sgr.

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