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Industrio Ventures, acceleratore boutique cresce e fa rotta su America e Germania

In partnership Confindustria Belluno e Dolomiti ha creato in area montana un motore di competitività per le aziende e ora punta allo scambio e collaborazione con l’estero. Il direttore generale Paglialonga: così avviciniamo le idee agli imprenditori

di Barbara Ganz

Gabriele Paglialonga, dg, con Andrea Signoretto, designer

3' di lettura

D odici startup supportate, cinque exit, oltre 3 milioni in capitale raccolti. Sono i numeri di Industrio Ventures, fondato nel 2014 e con base a Rovereto (Trento), investe in aziende innovative di prodotto, nei settori di punta dell’economia italiana, come Industria 4.0, robotica, smart manufacturing, visione artificiale.

Negli anni ha allargato la sua attività in tutto il NordEst, e con il consorzio Elis e Area Science Park Industrio Ventures è fra i partner nella sfida dell’innovazione lanciata da Confindustria Belluno Dolomiti, con l’obiettivo di creare in area montana un motore di competitività delle imprese. La strategia è quella di far conoscere ai talenti italiani e stranieri (le adesioni sono arrivate da tutte le regioni italiane, del nord fino all’Italia centrale nonché da Monaco e Londra) le opportunità di crescita in ambito innovazione che offre la montagna, e creare occasioni di contatto con le aziende.

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Nel Vicentino invece - terra di eccellenze anche in settori come il tessile e la metallurgia - da luglio 2021 è attiva la partnership tra Industrio Ventures e Elevator Innovation Hub, polo tecnologico e spazio di coworking e innovazione condivisa. L’acceleratore roveretano ha oggi un raggio di azione che va da Bolzano, Tolmezzo (Udine), fino a Reggio Emilia, ma si spinge anche oltre confine, puntando su poli internazionali quali Boston e Dresda, che figurano negli elenchi delle capitali del manifatturiero avanzato globale. «Un modo per avvicinare le idee agli imprenditori – chiarisce il direttore generale Gabriele Paglialonga –. Sempre più spesso le startup hanno bisogno di soluzioni creative e di open innovation, innovazione aperta». Sia a Boston che a Dresda Industrio Ventures opera nel segno dei valori nordestini, che sono la cosiddetta “innovazione concreta” (cioè utile e non fine a se stessa), una forte capacità di adattarsi ai diversi contesti operativi, il focus sul manifatturiero avanzato, la specializzazione, un occhio di riguardo per gli hub tecno-scientifici. In particolare, si guarda alla Germania (e nello specifico alla Silicon Saxony) per l’affinità al NordEst in merito alle competenze, alla specializzazione nell’elettronico, alla capacità di collaborare con il mondo della ricerca e dell’università, che ne fanno un territorio fertile per la crescita delle startup.

A Boston, invece, l’obiettivo è far nascere un nuovo Industrio Point, per supportare le startup e le Pmi high-tech nordestine (e in generale italiane) che vogliono fare il grande passo oltreoceano, tenendo conto di un contesto che attrae in particolare investitori del settore robotica e biotech, e può contare sulla vicinanza a istituzioni come Harvard e il MIT. «Da sottolineare è la presenza già radicata, a Boston e in tutto lo US Northeast, di una comunità di imprenditori di origine italiana e di docenti provenienti dal nostro Paese che qui lavorano con ottimi risultati: due fattori che semplificano il dialogo», aggiunge Paglialonga. L’America apre nuove opportunità su più fronti: per le startup italiane è la vetrina ideale per attrarre nuovi investitori, ma anche per proporre le proprie idee e soluzioni, e trovare partner tecnologici e scientifici di altissimo livello. Ancora, aggiunge Paglialonga, «Boston è una città molto europea per diversi aspetti, ed è particolarmente in grado di apprezzare il Made in Italy, sia esso artigianato di alta gamma, design o meccatronica. Le nostre imprese e la nostra tecnologia sono apprezzatissime». Industrio Ventures si definisce un acceleratore e investitore boutique: non c’è un programma standardizzato, ogni caso viene seguito secondo le proprie specificità, «con cura e dedizione. Il focus sul dettaglio e sui team fa parte della nostra forma mentis nordestina – dice Paglialonga –. E del resto una cifra del manifatturiero italiano è proprio la qualità». L’investimento è in aziende composte da almeno due fondatori che vogliano creare un prodotto in settori industriali quali elettronica, meccatronica, Industria 4.0, la robotica, il medicale. A ogni team viene offerto un finanziamento iniziale; competenze imprenditoriali e tecno-scientifiche per lo sviluppo e la prototipazione; un network di aziende con cui lavorare e un supporto manifatturiero all’avanguardia. Il tutto con una forte attenzione alla responsabilità sociale d’impresa, e in tempi rapidi. I team selezionati ricevono un investimento in equity e un accompagnamento per accelerare lo sviluppo della propria startup, con l’obiettivo di fondare l’azienda , depositare uno o più brevetti, realizzare un prototipo e validare il mercato di riferimento. Il supporto dura sei mesi per l’accelerazione, ma tutto il tempo necessario per valorizzare la startup fino al disinvestimento dell’acceleratore. Tra le realtà su cui Industrio Ventures ha scommesso ci sono Bermat, eccellenza con sede a Rovereto specializzata in supercar, e Meccatronicore, focalizzata invece sui polimerizzatori e sulle stampanti 3D. «Valutiamo candidature tutto l’anno», sottolinea Paglialonga.

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