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Infineon va al rilancio a Pavia

Centro di ricerca verso il raddoppio. Subito nuovi spazi e 14 ricercatori in più nella microelettronica.

di Luca Orlando

2' di lettura

Un responsabile del centro di sviluppo. E poi ingegneri della qualità, del design, delle tecnologie di test. Quando ? “As soon as possible”. Guardando il sito si vede che sono numerose le posizioni aperte per Infineon a Pavia, scelta obbligata alla luce del nuovo investimento che va ad ampliare e irrobustire il centro di ricerca pavese. Diciotto ricercatori cinque anni fa, saliti ora a 54, con altri sette ingegneri che hanno accettato l’offerta ed entreranno a breve, a cui si aggiungono altrettante posizioni aperte. Il target, entro fine anno, è così quello di portare l’organico a circa 70 unità per arrivare a 100 entro cinque anni. Rinforzi che serviranno a irrobustire l’attività in una della aree chiave di sviluppo del gruppo, i chip dedicati al controllo dell’energia. I cui utilizzi spaziano tra più settori, rappresentando anche uno dei driver di sviluppo per le energie rinnovabili.

«L’Italia - spiega Peter Wawer, presidente della divisione Industrial Power Control di Infineon - offre eccezionali competenze nella tecnologia dei semiconduttori e Pavia, grazie alla sua università, ha una grande capacità in questo campo». L’investimento riguarda nuovi spazi per laboratori e uffici, con l’arrivo di nuovi macchinari in particolare nell’area di test per i semiconduttori. I mille metri quadri di partenza salgono a 1600 ma vi sono già trattative per arrivare a quota 2mila. Il nodo, per crescere, è ancora una volta quello del personale. «Qui, come del resto in Germania, il mismatch numerico delle competenze è reale - aggiunge il manager - ma crediamo di poter continuare a crescere coinvolgendo i giovani. Al momento, ad esempio, abbiamo cinque studenti che stanno svolgendo un periodo di attività al nostro interno: siamo fiduciosi che molti di loro decideranno di restare con noi».

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Per la multinazionale, 50mila addetti nel mondo e 11 miliardi di ricavi l’Italia rappresenta un polo importante nella ricerca, con Pavia ad aggiungersi alla struttura dedicata all’automotive di Padova, dove lavorano oltre 200 ricercatori. Storia di crescita sul territorio per fortuna non isolata, all’interno di quello che ormai a Pavia è diventato un vero e proprio distretto della microelettronica, costruito attorno alle competenze dell’università locale, che di quest’area ha fatto una delle proprie specializzazioni di punta. Distretto che raggruppa una quindicina di imprese, quasi tutte multinazionali, che danno lavoro a più di 500 tra ingegneri elettronici e Phd. Numeri che tuttavia ogni settimana vanno aggiornati. Al rialzo.

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