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Inflazione, balzi record in Regno Unito (+7%) e Spagna (+9,8%). Eurozona a +7,5% in marzo

Continua la crescita dei prezzi in Europa, spinta soprattutto dal caro energia. Fuori dal perimetro Ue si registrano i balzi record di Usa e Turchia

di Alberto Magnani

Inflazione, nuovo record nel Regno Unito (Afp)

3' di lettura

La fiammata inflazionistica non si attenua in Europa, con un rialzo dei prezzi che veleggia su nuovi record nazionali. Gli ultimi dati arrivano da Regno Unito e Spagna, dove il tasso di inflazione è volato a marzo 2022 fino al +7% e al +9,8% rispetto allo stesso mese del 2021. La corsa dei prezzi si allinea alla crescita in atto nell’Eurozona, protagonista di rincari annui stimati al +7,5% a marzo e al +5,9% a febbraio 2022. Fuori dai confini comunitari gli incrementi sono anche più poderosi, a cominciare dal picco esorbitante della Turchia: inflazione in ascesa del +61% nell’arco di un anno, soprattutto sull’onda dei rincari accusati da trasporti, alimentari e alloggi.

Regno Unito, inflazione mai così alta da 30 anni

Il primo dato record si è registrato nel Regno Unito, con un indice dei prezzi al consumo (consumer price index) cresciuto del 7% a marzo, arrotondando il +6,2% registrato a febbraio. È l’incremento annuo maggiore che sia stato messo nero su bianco dall’inizio delle serie storiche dell’Office for National Statistics (Ons), nel 1992. Su scala mensile l’aumento dei prezzi si è attestato sull’1,1%, a sua volta un picco senza precedenti per le rilevazioni congiunturali nel periodo febbraio-marzo.

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A contribuire alla crescita dei prezzi sono stati soprattutto i settori di alloggi e servizi domestici e trasporti, con un’incidenza pari - rispettivamente - a 1,49 punti percentuali e 1,46 punti percentuali tasso di inflazione di marzo 2022 . In entrambi i casi incide il rincaro dell’energia, scaricato sui costi di elettricità e gas per le abitazioni e su quello della benzina per i veicoli. Fra gli altri segmenti più colpiti dall’aumento dei prezzi, con effetti-leva sull’inflazione generale, svettano abbigliamento, arredo, servizi culturali e prodotti alimentari: il rialzo dei prezzi del cibo sale a 5,9% su base annua, con un’incidenza dello 0,53% sul tasso di inflazione generale.

La corsa dei prezzi non sembra essersi esaurita, complice la crisi militare nell’Est Europa e il suo impatto su un mercato energetico già incalzato dalla ripresa della domanda a fine 2021. Alcune stime si spingono a prevedere un nuovo record del tasso di inflazione britannico, trainandolo ad aumenti del +8,7% nell’ultimo trimestre del 2022. La sterlina ha già accusato il colpo, cadendo ai minimi dal novembre 2020 dopo la pubblicazione dei dati di marzo.

Spagna a +9,8%, picco da maggio 1985

La corsa inflazionistica è nel vivo anche a Madrid, dove l’ultimo rialzo registrato sfiora il record in quasi 40 anni di rilevazioni. A marzo 2022 scorso i prezzi al consumo spagnoli sono aumentati del 3% su scala mensile e del 9,8% su base annuale, secondo i dati forniti dall’Instituto Nacional de Estadística (Ine). Il dato, il più alto dal maggio del 1985, è stato spinto all’insù sempre dai settori di alloggio (variazione annua del 33,1%) e trasporti (variazione del 18,6%), sull’onda degli aumenti di prezzo di gas, elettricità e carburante. Lievitano anche i prezzi di alimentari e bevande analcoliche, su del 6,8% rispetto all’anno precedente “grazie” ai rincari di prodotti come pesce, verdure, latte, formaggio, uova e carne.

Eurozona a +7,5% a marzo

I dati della Spagna scavalcano anche i numeri dell’Eurozona, dove il tasso di inflazione annuo è cresciuto del 7,5% a marzo, in ulteriore aumento dal 5,9% a febbraio. L’incremento maggiore dei prezzi si è ravvisato nei settori di energia (prezzi su del 44,7%, contro il 32% di febbraio), cibo, alcolici e tabacco (+5%, in rialzo dal 4,2% di febbraio) beni industriali non energetici (+3,4%, contro il +3,1% di febbraio) e servizi (+2,7%, contro il 2,5% di febbraio). L’inflazione viaggia, sempre a marzo 2022, su valori simili in Germania (+7,3% a marzo, l’exploit principali dai tempi della riunificazione) e Italia, dove i dati provvisori dell’Istat registrano un’ascesa dei prezzi del 6,7% su base annua. Il rialzo è - relativamente - più modesto in Francia, con una stima provvisoria di aumento del +4,5% dei prezzi al consumo a marzo.

Oltre la Ue, record in Turchia e Usa

Fuori dai confini di Ue ed Europa, il rialzo dei prezzi raggiunge picchi anche più elevati. Un caso eclatante è quello della Turchia, dove il Turkish national institute ha registrato un rialzo dei prezzi al consumo pari al 61,14% su base annuo tra marzo 2021 e marzo 2022. L’accelerazione monstre dell’indice è stata impressa soprattutto dai rincari nei settori dell’alloggio (+69,26%), del cibo e bevande non alcoliche (+70,33%) e dei trasporti, protagonisti di un rincaro record del +99,12% nell’arco di 12 mesi. Sull’altra sponda dell’Atlantico, gli Stati Uniti si stanno confrontando con una crescita inflazionistica che non trova pari negli ultimi quattro decenni. I rincari sull’energia hanno spinto i prezzi fino al rialzo annuo dell’8,5% registrato a marzo 2022, il più brusco aumento tendenziale messo a segno da dicembre 1981.

Riproduzione riservata ©

  • Alberto MagnaniRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: inglese, tedesco

    Argomenti: Lavoro, Unione europea, Africa

    Premi: Premio "Alimentiamo il nostro futuro, nutriamo il mondo. Verso Expo 2015" di Agrofarma Federchimica e Fondazione Veronesi; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"

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