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Inflazione, Bruxelles rivede al rialzo le previsioni: prezzi in aumento dell’8,5% nel 2022

I prezzi al consumo dovrebbero salire dell'8,5% quest'anno, del 6,1% nel 2023 e del 2,6% nel 2024.Rispetto alle previsioni di inflazione pubblicate in estate, spiega la Commissione europea, si tratta di una revisione al rialzo di quasi un punto percentuale per il 2022 e di oltre due punti percentuali per il 2023

di Beda Romano

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3' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – La situazione economica nell’unione monetaria è segnata da «un eccezionale grado di incertezza», secondo la Commissione europea, che oggi - venerdì 11 novembre - ha pubblicato le sue più recenti previsioni economiche.
Oltre a un evidente rallentamento della congiuntura, l’esecutivo comunitario mette l’accento, in particolare, sul forte aumento dell'inflazione dei prezzi al consumo, che dovrebbe tornare a livelli moderati solo nel 2024.

«L’elevata incertezza, le forti pressioni sui prezzi dell’energia, l’erosione del potere d’acquisto delle famiglie, l’indebolimento del contesto internazionale e l’inasprimento delle condizioni di finanziamento dovrebbero portare l’Unione europea, l’area dell’euro e la maggior parte degli Stati membri in recessione nell’ultimo trimestre di quest'anno», spiega la Commissione europea nella documentazione pubblicata oggi.

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Previsioni su crescita e inflazione

In pillole, ecco le cifre più significative. La crescita economica della zona euro è prevista del 3,2% nel 2022 (rispetto al 2,6% delle stime di luglio) e di appena dello 0,3% nel 2023 (rispetto all'1,4% stimato in estate). Solo nel 2024, la Commissione europea si aspetta che l'economia riprenda vigore e cresca dell'1,5 per cento.

Sul fronte dell'inflazione, i prezzi al consumo dovrebbero salire dell'8,5% quest'anno, del 6,1% nel 2023 e del 2,6% nel 2024.Rispetto alle previsioni di inflazione pubblicate in estate, spiega la Commissione europea, si tratta di una revisione al rialzo di quasi un punto percentuale per il 2022 e di oltre due punti percentuali per il 2023.

«Le revisioni - scrivono gli economisti dell'esecutivo comunitario - riflettono principalmente i prezzi all’ingrosso di gas ed elettricità, che esercitano una pressione sui prezzi dell’energia al dettaglio e sulla maggior parte dei beni e servizi del paniere di consumo».

È da segnalare che, sempre secondo la Commissione europea, la Germania sarà l'unico grande paese che nel 2023 nel suo insieme registrerà una contrazione dell'economia, dello 0,6%.
«Nella Repubblica Federale – analizza l’esecutivo comunitario nel suo rapporto – l’impennata dei costi energetici è un freno importante alla crescita del reddito e della produzione. Insieme a prestiti più costosi, è probabile che ciò influisca sugli investimenti».

Focus sull’Italia

Quanto all'Italia, i dati europei riflettono quelli del governo italiano. Bruxelles si aspetta una crescita del 3,8% nel 2022 e dello 0,3% nel 2023 (il Tesoro punta al 3,7 e allo 0,3%). Sul versante dei conti pubblici, l'esecutivo comunitario prevede un deficit del 5,1 e del 3,6% rispettivamente (invece Roma stima a livello programmatico un deficit del 5,6 e del 4,5%). Sul fronte del debito, le previsioni europee sono di 144,6 e 143,6% nel 2023-2024 (l'Italia prevede sempre a livello programmatico 145,7 e 144,6%).

Le previsioni europee sono a legislazione vigente, poiché manca ancora la Finanziaria italiana per l'anno prossimo. A questo proposito, durante una conferenza stampa, il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni ha spiegato: «Difficile anticipare adesso qualsiasi commento. Abbiamo avuto interlocuzioni, direi positive, con le nuove autorità. Ma aspettiamo di vedere proposte, numeri e il piano di bilancio».

Un giudizio comunitario sulla prossima Finanziaria è atteso in dicembre.«Le prospettive economiche rimangono circondate da un eccezionale grado di incertezza - ha riassunto Bruxelles - poiché da un lato continua la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e dall'altro perdura il rischio di nuove perturbazioni economiche. La minaccia più evidente proviene dagli sviluppi negativi sul mercato del gas (…) Inoltre, l'Unione europea è sempre direttamente e indirettamente esposta a ulteriori shock sui mercati di altre materie prime per via delle tensioni geopolitiche».

Le prospettive economiche dipendono anche dalle scelte politiche, ha voluto sottolineare il commissario Gentiloni: «Se saremo in grado di dimostrare, sulla base dell’esperienza della pandemia, che possiamo avere una strategia politica comune, ciò avrà effetti di fiducia sui mercati e sugli investitori e potrebbe migliorare le prospettive». Lo sguardo corre a eventuali nuovi programmi di debito comune e alla riforma del Patto di Stabilità. Tra i Ventisette in discussione sono ambedue le iniziative.


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