ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl balzo dei prezzi

Inflazione, ecco la classifica delle città: pane più caro a Venezia, latte a Torino

Indagine del Codacons sui prezzi dei beni di prima necessità in 10 capoluoghi: a Venezia un kg di pane costa 5,83 euro contro 2,16 di Napoli

di Andrea Carli

L'inflazione vola all'8,4% annuo, mai cosi' alta da 36 anni

4' di lettura

Si delinea un autunno caldo sul piano del carovita. L’inflazione alleggerisce le tasche delle famiglie, intaccandone il potere d’acquisto anche sui beni alimentari di prima necessità. L’ultimo allarme, in ordine di tempo, è giunto da Eurostat: il prezzo del pane, ha sottolineato l’istituto europeo di statistica, non è mai stato così alto nell’Ue. In una nota diffusa lunedì 19 settembre ha messo in evidenza che ad agosto il prezzo è cresciuto in media nell’Unione del 18% rispetto allo stesso mese del 2021. Alla base del rincaro, ha spiegato Eurostat, soprattutto le conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina.

Istat conferma, a agosto tocca l’8,4%, top da 85

E in Italia, qual è la situazione? I dati definitivi dell’Istat hanno confermato che, ad agosto, l’inflazione in Italia ha raggiunto un tasso record dalla fine del 1985. In particolare, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,8% su base mensile e dell'8,4% su base annua (da +7,9% del mese precedente). L’accelerazione dell'inflazione su base tendenziale è dovuta in prevalenza da una parte ai prezzi dei beni energetici (la cui crescita passa da +42,9% di luglio a +44,9%), e dall’altra a quelli dei beni alimentari lavorati (da +9,5% a +10,4%) e dei beni durevoli (da +3,3% a +4,2%).

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Coldiretti, da grano a pagnotta prezzo pane aumenta più di 10 volte

L’inflazione pertanto corre. Coldiretti ha posto l’accento sul fatto che dal grano al pane, i prezzi aumentano più di dieci volte a causa dei rincari record di energia, mangimi e fertilizzanti scatenati dalla guerra in Ucraina e delle distorsioni all'interno delle filiere che impoveriscono le tasche dei cittadini e danneggiano gli agricoltori.«È aumentato praticamente tutto - è il messaggio della confederazione - dal +14% del pane al +12% per lo yogurt, dal burro (+34%) ai salumi (+7%), la margarina con un +24%, seguita dalla farina (+23%), il riso (+22%) e la pasta (+22%). Ma l’inflazione non risparmia neppure il latte conservato (+19%) né la carne di pollo, aumentata del 16% e le uova (+15%)».

Il confronto Codacons tra i prezzi di dieci capoluoghi

Ma come variano i prezzi dei beni di prima necessità a livello territoriale? Un'elaborazione effettuata dal Codacons ha preso in considerazione i dati sui prezzi su alcuni prodotti (pane, pasta, latte intero, melanzane, zucchine, carne suina e carne bovina) forniti dal Mise a fine luglio, il tutto con riferimento a dieci capoluoghi regionali (Palermo, Cagliari, Bari, Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Milano, Torino e Venezia). Secondo il Codacons, da fine luglio ad oggi la tendenza non ha registrato cambiamenti sostanziali. Se dunque a Venezia un kg di pane costa 5,83 euro contro 2,16 di Napoli, a pagare di più un litro di latte intero sono i torinesi (1,81 euro), mentre il prezzo più basso si registra proprio nella città lagunare (1,24 euro). E se Cagliari è al primo posto per costo della pasta (2,25 euro al kg), Bologna ricopre la stessa posizione per la carne bovina (22,53 euro al kg).

BENI ALIMENTARI, I RINCARI IN 10 CAPOLUOGHI
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Assoutenti: famiglia con 2 figli spende 786 euro all’anno per il cibo

Focalizzando l’attenzione sui beni alimentari, il Codacons ha inoltre posto l’accento sulle «fortissime tensioni» che si registrano nel comparto, dove ad esempio l'olio di semi è rincarato del 62,2% rispetto ad agosto del 2021, il burro del 33,5% e la pasta del 25,8 per cento. Secondo Assoutenti, serve un intervento urgente per tagliare l’Iva sui generi di prima necessità, a partire dagli alimentari. «Da mesi denunciamo come i prezzi dei generi alimentari abbiano raggiunto in Italia livelli insostenibili - ha sottolineato il presidente Furio Truzzi - un allarme confermato anche dall’Istat che ad agosto registra per la voce “alimentari” una inflazione del +10,5 per cento. Ciò equivale ad una maggiore spesa annua, solo per il cibo, pari a +786 euro per una famiglia con due figli».

Dalle assicurazioni agli alberghi, la cartina dell’inflazione dell’Unc

Beni alimentari, ma non solo. L’Unione nazionale consumatori ha elaborato uno studio che analizza a 360 gradi i rincari di ogni città, elaborando gli ultimi indici Istat relativi al mese di agosto. A Padova, ad esempio, i prezzi delle assicurazioni segnano un incremento dell’8,3% su agosto 2021, a Firenze dell’8,1%, a Trieste dell’5,8%. Per i servizi finanziari, ossia le spese bancarie e finanziarie, mentre il dato tendenziale annuo dell’Italia è +4,5%, a Bolzano e Trento è quasi 4 volte maggiore e si arriva a +17,9 per cento. Medaglia di bronzo ad Aosta, +8,4%. Per i servizi ospedalieri, mentre in media in Italia si ha un +1% su agosto 2021, a Piacenza c’è un record del +36,1%, oltre un terzo. Al 2° posto Ravenna con +25,7%, al 3° Brindisi con +12,1 per cento. Per la fornitura acqua e servizi vari connessi all’abitazione, ossia fornitura acqua, raccolta rifiuti e spese condominiali, se in Italia l’inflazione tendenziale di agosto è +1,5%, a Bolzano è più di 8 volte tanto, +12,3%. Al 2° posto Verona con +9,7%, al 3° Terni con +9,6 per cento.

Per l’assistenza sociale che comprende case di cura per anziani, nidi d’infanzia e servizi di assistenza a domicilio, a fonte di una media italiana pari a +2,3%, a Pordenone l’inflazione di agosto schizza a +18,5%, più di otto volte tanto. Al 2° posto Cosenza con +9,3%, al 3° Roma con +6%. Anche se si tratta di spese non obbligate, i cui rincari destano quindi meno preoccupazione, l’associazione dei consumatori segnala aumenti anomali a Verona per mobili e arredi con +21,6% e a Piacenza per articoli tessili per la casa con +17 per cento.

Per quanto riguarda invece i servizi di alloggio, ossia alberghi, motel, pensioni, bed and breakfast, agriturismi, villaggi vacanze, campeggi e ostelli della gioventù, se ad agosto in media nazionale costano il 12,5% in più rispetto alla scorsa estate, già una vera e propria stangata per chi è andato in ferie, a La Spezia spiccano il volo con +34%. Al 2° posto Siena con +29,1%. Medaglia di Bronzo a Lucca con +28,2%. Male anche Firenze, al 4° posto con +27,3%, Bari (6° con +26,1%), Venezia (7° con +25,3%) e Pisa (9° con 22,7%). Sull’altro versante della graduatoria, 4 le città virtuose in deflazione: Macerata (-8,3%), Reggio Emilia (-2,4%), Vercelli (-1,2%) (-1,4%) e Reggio Calabria (-0,6%).

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