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Influenza aviaria: in Russia sette persone contagiate dal virus H5N8

Anna Popova ha sottolineato che «questo virus può essere trasmesso dagli uccelli all'uomo» ma «non può essere trasmesso da un essere umano a un altro»

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Un allevamento di pollame in Polonia colpito da influenza aviaria. In Russia si sono registrati i primi contagi di esseri umani - Epa

2' di lettura

La Russia ha annunciato oggi di aver rilevato per la prima volta negli esseri umani il virus dell'influenza aviaria H5N8 e di aver allertato l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Secondo Anna Popova, direttrice dell'agenzia federale russa per i controlli sanitari, «il primo caso di infezione umana con il virus H5N8 dell'influenza aviaria nella Federazione russa è stato confermato in laboratorio». Il virus è stato isolato in sette dipendenti di un'azienda di pollame nel sud del Paese, «stanno bene e hanno solo lievi sintomi», ha assicurato Popova.

Anna Popova ha sottolineato che «questo virus può essere trasmesso dagli uccelli all'uomo» ma «non può essere trasmesso da un essere umano a un altro». La direttrice del centro Rospotrebnadzor ha spiegato anche che «i rischi per la salute dei sette pazienti sono stati ridotti al minimo, la situazione non si è sviluppata», inoltre «il ceppo di influenza aviaria finora noto per contagiare l'uomo è l'H5N1».

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Il precedente in Italia

Non è la prima volta che persone vengono contagiate dal virus. Nel 2013 anche in Italia si era registrato il caso di una persona positiva al virus dell'influenza aviaria. L'Istituto Superiore di Sanità aveva infatti registrato la positività per il virus dell'influenza aviaria H7N7 in una persona affetta da congiuntivite ed esposta per motivi professionali ai volatili di allevamenti colpiti in Emilia-Romagna.

Gismondo (Sacco): niente panico, ma attenzione

«Non c'è nessun presupposto per creare nuovo panico e allarmarsi ma c'è assolutamente la necessità di attenzione perché tutte le volte che appare un nuovo virus dobbiamo cercare in ogni modo di non farlo propagare». Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano, commenta così, all'Adnkronos Salute, la scoperta, in Russia, per la prima volta negli esseri umani del virus dell'influenza aviaria H5N8, isolato in 7 dipendenti di un'azienda di pollame nel sud del Paese. La Russia ha riferito di aver allertato l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms): «È assolutamente una prassi corretta - commenta Gismondo - quella di allertare l'Oms tutte le volte che c'è un evento infettivo diverso dalla norma. È giusto che sia così. Sappiamo che ci sono continui passaggi, soprattutto dal pollame, di virus respiratori, e ci auguriamo, sarà sicuramente così, che la cosa possa rimanere isolata. Le persone infettate immagino siano state isolate, e sembra non si tratti di una manifestazione grave in quanto hanno pochi sintomi e stanno bene», conclude.

Coldiretti: precauzioni ma senza allarmismi dannosi

«Occorre intensificare la ricerca e le misure precauzionali evitando però pericolosi allarmismi che in passato hanno provocato ingiustamente pesanti danni economici alle imprese con conseguenti gravi perdite occupazionali». È quanto afferma la Coldiretti nel commentare l'annuncio delle autorità russe dei primi 7 casi di infezione nell'uomo del virus dell'influenza aviaria del tipo AH5N8. «L'Italia - sottolinea la Coldiretti - non importa dalla Russia pollame vivo o carne di pollame per la quale è peraltro obbligatorio indicare la provenienza in etichetta grazie ad una legislazione di avanguardia fortemente voluta dalla Coldiretti. Il consumo interno - conclude la Coldiretti - è peraltro soddisfatto dagli allevamenti nazionali che standard di sicurezza grazie all'attenta attività di controllo».

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