Innovation Days - Lombardia

Infrastrutture, formazione e digitale per ripartire

di Sara Monaci

4' di lettura

Il paese sarà profondamente diverso dopo la pandemia e sotto molti aspetti potrebbe migliorare. Il 2021 potrebbe essere l’anno di una graduale ripresa, con maggiori investimenti nel settore digitale, infrastrutturale e della formazione. Dai mercati finanziari e dall’andamento dell’export si cominciano intanto a intravedere segnali positivi. Forse la luce in fondo al tunnel. Ma in questa fase vanno saputi gestire i fondi europei e le imprese vanno sostenute con programmi che ne aiutino la competitività con i paesi emergenti.

Sono questi i principali contenuti emersi durante il primo appuntamento di Innovation day, una giornata dedicata all’innovazione organizzata da Il Sole 24 ore e Confindustria, con incontri e tavole rotonde dedicati al mondo dell’impresa, ai suoi interlocutori e alle istituzioni che rappresentano le istanze dell’economia del territorio. Prima tappa della kermesse Milano (con il contributo di Sistemi Formativi Confindustria, dei Digital Innovation Hub di Confindustria e il supporto di 4.Manager). Poi il programma proseguirà in altre città italiane.

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A proposito dei fondi europei e delle ricadute sul territorio lombardo dei possibili investimenti ha parlato il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana. «Propongo due progetti: innanzitutto la Regione avrebbe bisogno di una digitalizzazione completa e assoluta su tutto il territorio. E poi vorrei investire in un piano di opere pubbliche». Tra i settori da valorizzare Fontana ha parlato di energie rinnovabili, filiere alimentari, telemedicina, scuola.

Sul ruolo centrale delle imprese per la ripresa ha insistito il presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti. «L’impresa è il fulcro dell’innovazione, il denaro non deve arrivare solo alle aziende pubbliche, ma bisogna difendere le nostre filiere colpite dalla crisi, in primis quella dell’auto. Inoltre va digitalizzata la Pubblica amministrazione, per avere servizi più competitivi e più economici per l’industria». Fatto, questo, sottolineato anche dal vicepresidente di Confindustria Maurizio Marchesini, che ieri ha parlato di «diffusione della cultura d’impresa, corsi di formazione che aiutino a risolvere il problema della disoccupazione. Confindustria - ha sottolineato - si sta impegnando soprattutto per la valorizzazione degli Istituti tecnici, affinché si comprenda quanto può essere stimolante lavorare in aziende che hanno già fatto il salto digitale».

Per Stefano Cuzzilla, presidente 4Manager e Federmanager, è la formazione la chiave della ripresa, che evita «la fuga delle persone che hanno investito in questo territorio».

E a proposito di digitalizzazione, Giuseppe Cerbone, ad del Gruppo Sole 24 Ore, ha introdotto i lavori della giornata sottolineando che «l’innovazione è la chiave di sviluppo del Sole 24 Ore e del nostro Paese. E l'innovazione ci ha portato a creare Il Sole 24 Ore Eventi, società che ha creato un format editoriale di grande successo. L'editoria in quanto “fabbrica” di informazione deve essere motore dell'innovazione. Il nostro slogan è “digital first”, si tratta di una spinta fortissima sull'innovazione digitale per un processo produttivo più efficiente a costi più bassi. I risultati si vedono: dal 16 marzo abbiamo pubblicato il giornale nel nuovo formato, che è il frutto anche di questo progetto. La carta non è antitetica rispetto al progetto digitale. Il problema è come arrivare a pubblicare sulla carta. Il Sole 24 Ore si sta impegnando in questa direzione per efficacia ed efficienza aziendale».

Il direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, ha sottolineato come pur in un anno difficile come questo, si possono intravedere segnali positivi: «In un contesto ancora complicato, con una pandemia non ancora sconfitta, i conti pubblici fanno tremare i polsi e le aziende sono tuttora in difficoltà. Però - sottolinea - ci sono anche motivi per essere ottimistici: i mercati finanziari hanno superato la fase critica, le esportazioni sono in ripresa, l’andamento dei mercati asiatici stanno sfiorando record. Il mondo delle imprese sembra pronto a scattare come una molla compressa».

Verso quale direzione l’innovazione dovrebbe andare? Da Assolombarda è arrivata qualche indicazione. «L’innovazione della meccatronica ha dato grandi risultati: i Paesi che hanno investito su questi asset hanno avuto un grande sviluppo. È molto importante investire in programmi come Industria 4.0 o Transizione 4.0 - ha detto Alessandro Spada, presidente di Assolombarda - Sono investimenti sul futuro e sulla nostra capacità di restare un Paese forte e competitivo».

Secondo Spada inoltre «abbiamo un gap da colmare sul fronte delle infrastrutture, certamente una priorità, ma non va dimenticata la formazione che ritengo sia l’infrastruttura sociale più importante. Se vogliamo competere con i Paesi emergenti dobbiamo sviluppare queste competenze e farci trovare pronti. Ma queste misure devono far parte di un piano che deve avere una visione di medio-lungo termine perché le imprese hanno bisogno di continuità e di un orizzonte chiaro per pianificare investimenti».

Infine Marco Taisch, Presidente di Made – Competence Center Industria 4.0. «Siamo una start up che ha già coinvolto nei primi mesi di attività oltre 7 mila persone e 3 mila imprese per orientamento e formazione - ha detto - Cinquanta progetti di trasferimento tecnologico attivi, altri in arrivo. Un lavoro importante, gestito con i nostri partner e con Digital Innovation Hub e associazioni di categoria».

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