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Infrastrutture per la ricarica in forte crescita

In Europa ci sono 374mila stazioni e sono una opportunità di sviluppo economico

di Simonluca Pini

2' di lettura

Le auto elettriche sono il futuro della mobilità. Merito, o colpa, del divieto di immatricolazione di vetture a combustione interna in Europa a partire dal 2035. Nonostante oggi i veicoli elettrici rappresentano solo l’1,5% dei 326 milioni del parco auto totale europeo, nei prossimi anni si assisterà ad una crescita esponenziale di veicoli a zero emissioni arrivando secondo le stime di EY (ex Ernst & Young) a 65 milioni di veicoli entro il 2030 e a 130 milioni di veicoli entro il 2035.

Attualmente ci sono 374 mila punti di ricarica accessibili al pubblico in Europa, cresciuti del 40% nel 2021. Paesi come Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito rappresentano più del 60% del totale delle stazioni di ricarica accessibili al pubblico. Tuttavia, sono 10 i Paesi europei che non hanno una sola stazione di ricarica ogni 100 km di strada.

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L’aumento delle auto elettriche dovrà viaggiare parallelamente alla crescita dei punti di ricarica, oggi vero e proprio collo di bottiglia dell’elettromobilità, nostante la crescita sopra evidenziata.

Come spesso accade, una difficoltà si può trasformare in opportunità e l’infrastruttura di ricarica può passare dall’essere un costo e fonte di problematiche ad un’opportunità di business come sottolineato dallo studio di EY, nel quale si sottolinea che il sistema di mobilità a zero emissioni deve essere pensato per affrontare le sfide del futuro. Come? Puntando a prevedere l’adozione e l’evoluzione della domanda di veicoli elettrici e progettare infrastrutture efficienti e che attirino gli investitori privati. Pianificando e implementando efficacemente gli investimenti nelle infrastrutture di distribuzione, digitali, informatiche e di rete in modo da promuovere una maggiore l’adozione dei veicoli elettrici. Semplificando i processi di approvazione delle autorità locali per l’installazione. Promuovendo e facilitando connessioni alla rete più rapide ed economiche per i caricabatterie per veicoli; consentendo il bilanciamento del carico della rete per massimizzare l’energia disponibile; collaborando per ottenere l’interoperabilità tra le reti di ricarica.

Oltre all’alimentazione delle batterie, le infrastrutture di ricarica offriranno nuove opportunità su fronti diversi. Secondo EY non mancheranno soluzioni di cambio di batterie, creando una soluzione di scambio di accumulatori che potrebbe accelerare i tempi di ricarica (ma qui ci sono forti vincoli legati alla struttura dei veicoli). Altre opportunità giungeranno dal Vehicle-to-grid, da’elettrificazione delle flotte aziendali e dalla mobilità come servizio (MaaS).

Secondo EY, la ricarica domestica continuerà a essere la forma di ricarica più diffusa, con una copertura superiore all’85%, e le utility sono al lavoro per costruire business legati al “pieno” delle auto elettriche facendo leva su una consolidata base di clienti ai quali erogano i tradizionali servizi “luce”. I punti di ricarica presso i luoghi di lavoro o le destinazioni più comuni (centri commerciali, parcheggi, ristoranti) mostrano un interesse crescente.

Dai punti di ricarica lungo le autostrade arrivano le difficoltà maggiori, a causa della lunga durata di carica e per gli elevati costi di gestione e di installazione. Ma sono anche un punto di grande interesse per le aziende petrolifere che devono ripensare al proprio ruolo dopo la trasformazione energetica del trasporto.

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