Cantieri

Infrastrutture, nominati 29 commissari per sbloccare 57 opere pubbliche

Costo di circa 83 miliardi, 33 già finanziati e il resto verrà integrato con Next Generation Ue. Giovannini: nel 2022 impatto occupazionale stimato di circa 20mila unità di lavoro

Draghi e Giovannini hanno nominato 57 commissari per 57 opere

2' di lettura

Ventinove commissari straordinari per gestire 57 opere pubbliche «da tempo bloccate a causa di ritardi legati alle fasi progettuali ed esecutive e alla complessità delle procedure amministrative». L’annuncio è arrivato nella mattinata di venerdì 16 aprile dal ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibili. Si tratta di 16 infrastrutture ferroviarie, 14 stradali, 12 caserme per pubblica sicurezza, 11 opere idriche, 3 infrastrutture portuali e una metropolitana. Il costo, ha spiegato il ministro Enrico Giovannini, è di 82,7 miliardi di euro (21,6 al Nord, 24,8 al Centro e 36,3 al Sud) finanziati a legislazione vigente, mentre per circa 33 miliardi Il finanziamento sarà «integrato con il Next Generation Ue».

I commissari

Tra i nomi dei commissari Massimo Simonini, ad di Anas, e Maurizio Gentile, ex ad di Rete ferroviaria italiana. «I commissari selezionati - ha affermato Giovannini - sono tutti tecnici tranne il presidente della Regione Sicilia Musumeci. Non dobbiamo creare chissà quale strutture a supporto dei commissari che possono iniziare subito il loro lavoro. Sono persone con grandi capacità tecniche. Abbiamo definito un cronoprogramma dettagliato per ciascuna opera. Incontrerò i commissari la prossima settimana per avviare i lavori».

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La lista delle opere commissariate

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Monitoraggio trimestrale

«In due mesi - ha detto il ministro - abbiamo completato un processo che era fermo da tempo, ma ora occorre procedere velocemente all’attuazione dei cronoprogrammi e a tal fine intendo incontrare al più presto i commissari. Il ministero monitorerà trimestralmente la realizzazione delle diverse fasi, così da rimuovere tempestivamente eventuali ostacoli».

Impatto sul lavoro

Giovannini ha spiegato che l’impatto delle nuove opere infrastrutturali sul mercato di lavoro «si vedrà dal prossimo anno». Nel dettaglio il ministro per le Infrastrutture ha detto che per il 2022 sono previsti 20mila nuovi posti di lavoro, 37mila nel 20203, e a seguire la stima è di «100mila posti di lavoro entro il 2027».

Seconda lista di opere entro giugno

Il ministro ha precisato che la procedura prevista dalla normativa in base alla quale sono stati nominati i commissari «non è conclusa». «Ci sarà un secondo decreto con ulteriori commissariamenti, che dovranno essere nominati entro giugno» ha detto nel corso di una conferenza stampa. «È già stata fatta una ricognizione presso le stazioni appaltanti» ha spiegato. «Abbiamo anche i pareri espressi dal parlamento ed, entro aprile, sottoporremo a parlamento una nuova lista di opere da commissariare nella speranza di completare l’iter entro giugno».

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