Le opere

Infrastrutture a rischio, pressing sulla nomina del commissario

di Sara Monaci

3' di lettura

Per le Olimpiadi invernali del 2026 di Milano e Cortina c’è un elenco di opere da fare, ma ancora l’agenzia che le dovrà realizzare deve essere messa a punto, con un suo statuto e un suo patrimonio. E soprattutto con un suo commissario che ne velocizzi i tempi autorizzativi e burocratici.

Questo è lo stato dell’arte delle infrastrutture di proprietà di Anas che devono essere realizzate o riqualificate in Lombardia e in Veneto in vista delle Olimpiadi invernali 2026 di Milano e Cortina: un elenco di 16 opere tra necessarie e essenziali (a cui si aggiungono 6 opere connesse di difficile realizzazione, che potrebbero essere avviate negli anni a seguire, inserite nel dossier per completare l’elenco dei desiderata per ogni territorio).

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Per fare prima è stata creata sulla carta un’Agenzia ad hoc la scorsa estate, ma ancora non è stata definita la struttura. Il nome del suo commissario viene dato da tutti per scontato, ed è quello di Luigi Valerio Sant’Andrea, già commissario per i Mondiali di sci 2021. Ma l’attesa è più lunga del previsto.

L’Anas ha stilato la sua lista di opere intanto, prendendo prima di tutto quelle che aspettano da molti anni, alcune delle quali già avviate o con un progetto già definito. Per quanto riguarda la Lombardia, che dovrebbe avere 13 infrastrutture completate, la situazione sembra al momento migliore di quella del Veneto, dove le Varianti di Cortina e Longarone rischiano di non arrivare in tempo se considerati i tempi ordinari. Ad oggi infatti siamo al progetto definitivo ma deve essere ancora bandita la gara e avviata la fase di interlocuzione con enti locali e Ministero dell’Ambiente. In base al cronoprogramma è indispensabile che le due strade vengano aggiudicate entro giugno 2022, altrimenti è quasi scontata la mancata conclusione per i Giochi invernali del 2026.

Ricapitoliamo la situazione in Lombardia. Il denaro già stanziato complessivamente è di 630 milioni complessivi, divisi in modo equo tra i due territori: metà vanno in Lombardia e metà in Veneto. La differenza è che mentre il fabbisogno veneto si concentra su poche ma cruciali strade (come detto la variante di Cortina e quella del Longarone), in Lombardia gli interventi saranno tanti e frammentati, e dovrebbero servire a migliorare la viabilità a lungo termine.

In Lombardia tra le opere più importanti c’è la variante di Tirano, opera considerata «necessaria», il cui completamento è previsto per fine 2025. Il costo stimato è di 187,3 milioni, ma le risorse programmate non sono state ancora assegnate. Si tratta di una strada importante per alleggerire il traffico verso Bormio, e diventerà centrale per le due settimane delle Olimpiadi.

Le opere «essenziali» sono invece una lista di 12 interventi, recuperati da vecchi piani già inseriti negli accordi di programma tra Stato e Anas. E quindi, in questo caso, i finanziamenti stimati sono anche stati assegnati. Mancano all’appello 33,8 milioni per la variante Trescore-Entratico, del valore stimato di 120 milioni. È una strada considerata strategica nel tragitto da Bergamo verso Edolo.

Sarà realizzata la tangenziale Sud di Sondrio, che dovrebbe servire a superare un passaggio a livello grazie alla costruzione di uno scavalco, utile a collegare il traffico extra-urbano direttamente con la città. Verrà poi riqualificato il sistema stradale 36. Tra gli interventi previsti c’è l’ampliamento a tre corsie del ponte Manzoni di Lecco. Inoltre i lavori lungo la Statale 42 permetteranno una viabilità migliore nei Comuni vicino a Bergamo.

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