EFFETTO BREXIT

Inglesi «in fuga» con passaporti tedeschi (+361%), irlandesi e francesi

di Enrico Marro

(Epa)

2' di lettura

Che la Gran Bretagna sia confusa e disorientata da Brexit non lo si vede solo dalla sconfitta dei Tories nelle recentissime elezioni politiche. Se diamo un’occhiata alle richieste di doppia cittadinanza presentate negli ultimi mesi, scopriamo infatti che i cittadini di Sua Maestà - soprattutto quelli residenti all’estero - stanno cercando di correre ai ripari prima che il fantasma di una Brexit durissima diventi realtà, con annessa fine della libera circolazione.

In Germania i britannici che hanno chiesto la naturalizzazione tedesca l’anno scorso sono aumentati del 361% rispetto al 2015, e tutto lascia intendere che il boom continui anche nel 2017. Intanto il consolato francese a Londra segnala un incremento del 39% delle richieste di cittadinanza transalpina nei primi tre mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2016. Mentre le richieste di passaporti irlandesi provenienti dal Regno Unito sono cresciute del 60% solo nei primi cinque mesi di quest’anno, dopo un incremento del 40% nel 2016.

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Quanto al passaporto italiano, ha fatto discutere la decisione dell’attore inglese Colin Firth, già premio Oscar per “Il discorso del re”, di chiedere la nostra cittadinanza. Firth, che è sposato da vent’anni con la produttrice romana Livia Giuggioli, guarda caso ha deciso di fare il grande passo proprio ora. Senza rilasciare dichiarazioni polemiche, beninteso, anche se qualche mese fa in un’intervista a una tv austriaca aveva definito Brexit «un disastro di proporzioni inimmaginabili». A qualche migliaio di chilometri, i pensionati britannici residenti a Cipro da oltre sette anni fanno la fila per ottenere il passaporto cipriota, sottoponendosi con stoica fierezza agli esami di greco pur di non perdere il diritto ad avere la sanità gratuita garantita dalla cittadinanza Ue.

Con il loro proverbiale pragmatismo, gli inglesi stanno insomma cercando di assicurarsi una seconda nazionalità Ue prima che sia troppo tardi. Magari grazie a un bisnonno irlandese, a una nonna italiana, a un antenato ebreo tedesco (o comunista) fuggito dal Reich negli anni del nazismo oppure ebreo sefardita, per approdare in Spagna o Portogallo. Le vie della fuga sono infinite, basta informarsi bene. Del resto come dar loro torto, visto che ogni giorno la fisionomia di Brexit si fa più oscura e caotica? Tutto fa brodo, pur di restare con un piede in Europa.

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