il personaggio

Ingroia, dall’antimafia alla politica sempre sotto i riflettori

di Serena Uccello

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(ANSA)

2' di lettura

Il suo nome resterà legato all’inchiesta e al processo sulla trattativa Stato- Mafia, in magistratura dal 1987, Antonio Ingroia è stato a lungo uno dei nomi più esposti, anche mediaticamente, della Procura di Palermo. Considerato per sua stessa definizione un allievo di Paolo Borsellino, ha cominciato la sua carriera in magistratura nel 1989 proprio con il magistrato simbolo del contrasto al crimine organizzato. Con Borsellino (allora procuratore capo), infatti, Ingroia è stato sostituto procuratore a Marsala.

L’inizio
E a Marsala, Ingroia ha cominciato a maturare un’esperienza nelle indagini antimafia, in particolare nell’acquisizione delle dichiarazioni di importanti collaboratori di giustizia, fra i primi della provincia di Trapani. Reati associativi dunque ma anche estorsioni, e traffico di droga, anche internazionale. In quegli anni la Sicilia era ancora crocevia del traffico di stupefacenti dall’Asia, dall’Africa e dall’America meridionale, al resto d’Italia e d’Europa. L’esperienza in provincia di Trapani si rivelerà centrale quando Ingroia si occuperà delle indagini per l’omicidio del giornalista Mauro Rostagno.

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Gli anni palermitani
Nel 1992 viene nominato sostituto procurato a Palermo dove resterà fino al 2012, vent’anni sempre in prima linea, vent’anni sotto i riflettori. Si occuperà ad esempio del processo per concorso esterno mafioso a carico del Dirigente dei Servizi Segreti Bruno Contrada, poi condannato con sentenza definitiva a 10 anni di carcere, e poi di quello a carico dell’ex senatore Marcello Dell’Utri, anch’egli poi condannato con sentenza definitiva a 7 anni di carcere e, più recentemente, quindi di quello sulla Trattativa Stato-Mafia.

I processi alla politica
Protagonista assoluto della procura guidata da Gian Carlo Caselli, è tenace promotore di strategia investigativa che punta a svelare e contrastare i legami di Cosa Nostra con la politica. A questa fase risale anche il processo per mafia al leader democristiano e più volte Presidente del Consiglio dei Ministri Giulio Andreotti, iniziatosi nel 1993 e conclusosi nel 2004.

La rottura e la carriera politica
La sua carriera registra una battuta d’arresto quando a coordinare i magistrati siciliani è l’attuale presidente del Senato, Piero Grasso. In polemica, lascia così Palermo e viene nominato dalle Nazioni Unite Capo del Dipartimento Investigazioni della CICIG, ente di investigazione sovranazionale contro la criminalità organizzata che opera in America Centrale (Guatemala). Rientra in Italia e si candida premier a capo della lista Rivoluzione Civile alle Elezioni politiche italiane del 2013. Dopo le elezioni, dall’11 aprile al 19 giugno è stato sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Aosta, fino alla sua decadenza dalla magistratura. Il 16 luglio 2013 viene nominato, dal presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, commissario di Sicilia e-Servizi, la società che gestisce l’informatica della Regione Sicilia, di cui è successivamente diventato amministratore unico. Sempre Crocetta lo nomina commissario straordinario della provincia di Trapani, incarico che ricopre per quasi un anno, dal 21 febbraio al 9 dicembre 2014.

Richissima infine la sua produzione saggistica, oltre infatti a essere editorialista de Il Fatto quotidiano, tra testi e prefazione, firma oltre quindici titoli.

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