ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’evento a Roma

Innovation Days, digitalizzazione e sostenibilità: così il Lazio raccoglie la sfida

Le chiavi dello sviluppo raccontate nell’ottava tappa del roadshow 2022 promosso dal Sole 24 Ore e Confindustria con il supporto di 4.Manager

di Manuela Perrone

6' di lettura

I servizi e la grande industria sono il punto di forza tradizionale del tessuto produttivo laziale, che sta mostrando grande dinamismo nei settori all’avanguardia per tasso di innovazione, dalla farmaceutica all’aerospazio, fino all’agricoltura. Le transizioni delle imprese del territorio sulla strada della digitalizzazione e della sostenibilità, declinata in tutte le sue accezioni, dall’ambientale alla finanziaria, sono state al centro dell’ottava e ultima tappa di Innovation Days 2022, il roadshow del Sole 24 Ore e Confindustria, organizzato con il contributo di Sistemi Formativi Confindustria e il supporto di 4.Manager. L’appuntamento, giunto alla quarta edizione, si è concentrato quest’anno sulla ripartenza post-pandemica sostenuta dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

La sinergia pubblico-privato

Nella sede di Unindustria, moderati la mattina da Filomena Greco e il pomeriggio da Nicoletta Picchio, entrambe giornaliste del Sole 24 Ore, si sono confrontati esponenti delle istituzioni e delle imprese. «L’intento è quello di raccontare le eccellenze dell’economia reale e della manifattura, la spina dorsale di questo Paese», ha sottolineato nel suo saluto introduttivo Fabio Tamburini, direttore del Sole 24 Ore. Seguito dall’assessora alle Attività produttive di Roma Capitale, Monica Lucarelli, che ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare le sinergie tra pubblico e privato: «I finanziamenti del Pnrr, così come il Giubileo e la candidatura di Roma a Expo, ci offrono nuove opportunità per migliorare il nostro ecosistema e per investire sull’innovazione come veicolo di sostenibilità. La leva pubblica deve essere la mente organizzativa capace di scegliere azioni mirate per far sì che cittadini e imprese abbiano le capacità di rispondere e interagire con le nuove sfide e diventare protagonisti».

Loading...

Pmi italiane hanno buon livello base di intensità digitale

La sessione mattutina della giornata si è aperta con l’intervento di Fabio Rapiti, direttore centrale per le statistiche economiche Istat, che ha fornito il quadro più aggiornato del livello di digitalizzazione delle Pmi italiane, tratto dai dati Eurostat del 9 dicembre scorso. Un quadro lusinghiero per il livello base di intensità digitale: la quota di piccole e medie imprese che lo possiede è pari al 69,9%, superiore alla media Ue del 69,1%. Il target per il 2030 è arrivare al 90%.

Partita la rilevazione multiscopo sulle imprese

Va peggio quando guardiamo alle competenze più evolute: appena il 26,8% delle nostre Pmi si colloca a livelli alti dell’indicatore, contro il 30,8% della media europea. Rapiti ha sottolineato come sia in corso dal 25 novembre (fino al 31 marzo) la rilevazione multiscopo sulle imprese, che esplorerà anche le dimensioni dell’innovazione e della digitalizzazione su un campione di ben 280mila aziende. «È importante partecipare», ha esortato l’esperto. «La rilevazione è una grande operazione offerta al Paese, anche in termini di supporto alle policy».

Nel Lazio si concentra l’11% del fatturato nazionale

È stato Marco Agosto, responsabile Marketing&Business Strategy di Banca Ifis, a illustrare nel corso della prima tavola rotonda la fotografia del Lazio scattata dal Market Watch. Nella regione si concentra l’11% del fatturato nazionale grazie alla presenza di 305mila imprese che generano 441 miliardi di euro di ricavi. «Tra i vari settori - ha spiegato Agosto - quello farmaceutico e quello agroalimentare dell'Agro Pontino rappresentano due vere e proprie eccellenze in grado di reggere il livello della sfida anche nel complesso mercato internazionale».

Il peso della crisi

Nonostante la vivacità del tessuto produttivo, Agosto ha però segnalato «la preoccupazione che caratterizza ben il 55% delle imprese regionali circa i possibili impatti dalla crisi geopolitica sul business, soprattutto per il peso di caro energetico e delle materie prime». Anche se la resilienza appare alta: gli investimenti programmati per l'anno a venire sono già stati confermati da più della metà delle imprese e le Pmi locali mostrano un’attenzione più elevata della media nazionale alle tematiche legate alla trasformazione digitale e alla transizione green.

La frontiera del cloud e del digitale

Orlando Di Pippo, group business developer di Mashfrog – partner Seeweb, cloud provider italiano che con i suoi data center supporta le esigenze di hosting in cloud, archiviazione e sicurezza delle aziende, ha raccontato l’esperienza di supporto all'ottimizzazione dei processi di due importanti Università italiane che hanno deciso di investire per semplificare i loro processi tramite il digitale e il cloud . «Nel farlo - ha affermato - gli atenei hanno messo al primo posto i loro studenti, futuri manager del Paese». Dal canto suo, Antonio Morabito, responsabile marketing enterprise market office di Tim, ha evidenziato come Tim Enterprise rappresenti «la più completa piattaforma italiana di tecnologie e competenze specialistiche negli ambiti cloud, IoT e cybersecurity e connettività, con la mission di accompagnare la trasformazione digitale delle aziende e delle pubbliche amministrazioni». Un esempio è il progetto Smart City Challenge, che mette a disposizione di startup, imprese innovative e Comuni la piattaforma di intelligenza urbana Tim Urban Genius per individuare nuovi servizi per le città del futuro.

Farmaceutica, oltre il 35% dell’export proviene dal Lazio

Un focus specifico è stato dedicato alla farmaceutica, punta di diamante dell’industria laziale. «L'Italia è farmaceutica e la farmaceutica è Italia», ha detto Massimo Scaccabarozzi, presidente sezione farmaceutica e biomedicali di Unindustria. «In questa situazione di leadership, il Lazio è una regione strategica, collocandosi al primo posto in Italia in molti parametri economici, occupazionali e soprattutto per quanto riguarda l'export del settore. Oltre il 35% di tutto l'export farmaceutico italiano proviene dal Lazio, ma il primato è anche europeo, in quanto ci collochiamo per le esportazioni al terzo posto tra tutte le regioni europee». Una primazia da valorizzare, per la regione e per il Paese.

Avanza la rendicontazione delle attività Esg

La sostenibilità come strada green per creare valore è stato il tema dibattuto nella tavola rotonda successiva, a cui hanno preso parte tra gli altri Roberto Ferrante, responsabile risorse naturali, energia e ambiente di Cassa Depositi e Prestiti, e Marco Maffei, partner Kpmg, che ha evidenziato il trend sempre più rilevante del «non financial reporting», ossia la rendicontazione delle attività Esg delle aziende favorita anche dalla definitiva approvazione da parte del Parlamento europeo della Csrd «che prevede, tra l'altro, che la rendicontazione di sostenibilità sia obbligatoria e regolamentata con un’applicazione progressiva a partire dal 2024».

Anche credito e mobilità si fanno «sostenibili»

Giuseppe Andrea Tateo, amministratore delegato di Commerfin, ha anticipato che il 2023 vedrà al centro della strategia del confidi «il concetto della sostenibilità dell'accesso al credito. Per superare la crisi - ha sostenuto - occorre ripartire dal Dna delle imprese e ampliare il concetto di credito anche a nuovi strumenti». Di mobilità sostenibile hanno discusso Pino Musolino, presidente Autorità portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Borgomeo, presidente Unindustria Cassino, e Ivan Bassato, chief aviation officer di Aeroporti di Roma.

Camilli: «Technopole alleanza virtuosa accademia-impresa»

«Le risorse del Pnrr e l’attenzione a innovazione, digitalizzazione e sostenibilità devono essere una spinta decisiva alla trasformazione delle nostre imprese, ma anche della nostra Pubblica amministrazione», ha avvertito il presidente di Unindustria, Angelo Camilli, che ha concluso i lavori della mattinata. Il Lazio, con le sue eccellenze industriali e la sua straordinaria concentrazione di università e centri di ricerca, può diventare un modello di alleanza virtuosa tra accademia e impresa. «Per questo motivo - ha spiegato - abbiamo anche partecipato direttamente a un bando con gli Atenei del Lazio e abbiamo costituito, con oltre 20 imprese, Regione e Comune di Roma, il Rome Technopole, un nuovo polo multi-tecnologico universitario per la formazione, la ricerca e il trasferimento tecnologico specializzato in trasformazione digitale, transizione energetica e bio-farmaceutica. Le risorse ci sono, ci sono anche le prime criticità nella realizzazione degli interventi, ma non possiamo perdere questa occasione per fare un salto di qualità nel posizionamento strategico della nostra economia nelle catene del valore globali».

Da Ros: «Conciliare la transizione con le esigenze economiche e sociali»

La sessione pomeridiana si è aperta con l’intervento in videcollegamento di Katia Da Ros, vicepresidente di Confindustria Ambiente, sostenibilità e cultura, che ha rivendicato la leadership italiana sul fronte dell’economia circolare: siamo tra i primi in Europa e nel mondo per tasso di uso circolare di materia (19,3%, contro una media europea dell’11,9%); ricicliamo il 73% dei rifiuti da imballaggio e abbiamo raggiunto con nove anni di anticipo il target europeo del 70% al 2030. «Il Pnrr e la transizione green sono due leve strategiche di cambiamento e innovazione», ha riconosciuto Da Ros. «Tuttavia, la contrazione della crescita e il contesto geopolitico impongono di rivedere seppure parzialmente tempi e attuazione del Pnrr e di valutare se sia necessario spostare in avanti gli obiettivi della transizione ecologica, per conciliarli con le esigenze di sicurezza derivanti dalla crisi energetica e delle materie prime».

La cultura manageriale a sostegno del cambiamento

Di transizione come «cambio della pelle» ha parlato Daniela Contu, nature conservation strategy&Ghg Management di Eni, mentre Fulvio D'Alvia, direttore generale di 4.Manager, ha affrontato il tema dell’importanza della cultura manageriale a sostegno del cambiamento: «Con la possibilità di accesso alle giuste competenze anche da parte delle Pmi, la cultura manageriale è condizione imprescindibile per avere successo rispetto alle radicali transizioni in atto. Bisogna far capire che il tema della sostenibilità non è legato esclusivamente a ragioni di benessere collettivo, ma alla capacità competitiva delle aziende». Nicola Tagliafierro, head of sustainability di Enel X, ha descritto i cinque modelli di business sulla circolarità, convinto che «per fare economia circolare dobbiamo traguardare al business».

Premiati i best performer dell’economia circolare

A metà pomeriggio sono state premiate le aziende vincitrici del Best Performer dell'Economia Circolare di Confindustria 2022, riconoscimento ideato da Confindustria in collaborazione con 4.Manager, Eni, Enel X, Fondazione Symbola e Luiss che ha coinvolto circa 500 aziende afferenti a tutti i comparti produttivi e provenienti da tutto il territorio nazionale, che hanno candidato i loro progetti o modelli di business circolari e sostenibili.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti