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Innovation Days, digitalizzazione e sostenibilità: la ricetta del Veneto per battere la crisi

Queste le chiavi dello sviluppo spiegate nel corso della terza edizione dell’appuntamento organizzato da II Sole 24 Ore in collaborazione con Confindustria Venezia, Banca Ifis e Tim

di Davide Madeddu

5' di lettura

La ripresa c'è già stata. E se, anche all'orizzonte c'è ancora qualche nube, l'economia, che in Veneto continua ad essere trainante, punta su innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. Le chiavi dello sviluppo economico spiegate nel corso della terza edizione dell'Innovation Days del Sole 24 Ore in Veneto, iniziativa promossa in collaborazione con Confindustria Venezia, Banca Ifis e Tim Main Partner; Audi, Cortellazzo&Soatto, Matrix42, Nfon e Seeweb Event Partner. E Cassa Depositi e Prestiti partner Istituzionale.

La ripresa c'è stata

«Il paese è ripartito grazie all'industria manifatturiera che rappresenta la spina dorsale e la forza d'urto - ha annunciato il direttore del Sole 24 ore Fabio Tamburini aprendo i lavori dell'Innovation Days -. Negli ultimi tempi abbiamo abbiamo altri problemi legati alla guerra in Ucraina, all'inflazione, al costo dell'energia». E se il turismo è ripartito e già si vedono i risultati, in questo scenario è necessario che la ripresa «venga travolta da tutte queste circostanze negative che devono essere ascoltate tutti i giorni». Poi un passaggio anche sul Sole 24 ore che negli ultimi anni ha raggiunto la linea di galleggiamento «ed è pronto a ottenere grandi soddisfazioni dal mercato». E le campagne, come quella dell'energia e bollette. Guardando ai dati relativi agli investimenti anche un'esortazione a sfruttare l'opportunità del Pnrr giacché in Veneto solamente il 13 per cento delle aziende ha deciso di giovarsene.

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Si punta sulla transizione

A ricordare quanto sia importante la transizione e quindi le opportunità offerte da questi passi è stato Simone Venturini, assessore allo Sviluppo economico del Comune di Venezia che ha sottolineato che anche la «grande industria e i processi considerati hard si stanno convertendo e stanno dando una risposta al mondo energetico». Un percorso che vale, in termini di investimenti, come sottolineato da Vincenzo Marinese presidente di Confindustria metropolitana di Venezia e Rovigo, quattro miliardi di euro. «Abbiamo la prima raffineria al mondo tradizionale riconvertita in bio raffineria. Olio di frittura si trasforma in gasolio che è inodore e incolore». Non solo, in questo scenario diventa poi guardare anche alla prospettiva: « Sono molto preoccupato di un elemento, stiamo continuando a gestire il presente ma non stiamo perseverando a programmare il futuro. Non vorrei che si ponesse al centro solo il tema dell'energia, come è stato fatto il covid. Il problema industriale si risolve con altro, non solo con bollette e costi energetici. Abbiamo bisogno di sederci con i nostri interlocutori e programmare il futuro in cui c'è innovazione, aggregazione, e in cui serve meno burocrazia». C'è poi un altro aspetto, evidenziato da Enrico Carraro, presidente Confindustria Veneto, che riguarda il fatto che «ci sono aziende in crisi che non trovano collaboratori». E poi quello della denatalità che rischia di lasciare senza lavoratori le imprese del futuro. Andrea Berna responsabile commerciale Italia banca Ifis, guardando positivamente agli investimenti in ambito dell'innovazione, e nonostante il timore degli impatti sul business da parte degli imprenditori per le criticità ancora irrisolte, ha sottolineato come «per quanto riguarda gli investimenti in innovazione e digitale e siamo più avanti rispetto al resto d'Italia». In questa partita poi si inserisce anche la ricerca, come sottolineato da Alessandra Bolognin direttore generale Vega parco scientifico tecnologico Venezia e Paolo Fortuna Managing director Nfon Italia, Gruppo presente in diversi paesi europei presenti con sede a Monaco in borsa. «Quando abbiamo iniziato nel 2019 la pandemia non c'era, l'Italia era indietro e ha avuto una serie di resistenze e settori che hanno trattato con cautela il tema cloud. Oggi l'Italia rappresenta uno dei punti con maggiore potenzialità».

Digitalizzazione e crescita sostenibile

Sostenibilità e crescita sostenibile, vanno di pari passo con la digitalizzazione. Questo uno degli obiettivi sottolineati da Rocco Inca Country manager for Italy Matrix42. «La tecnologia non deve essere un costo ma un investimento - ha detto -. Dove l'utente è soddisfatto ed è produttivo c'è una crescita di due volte». Qui diventa poi fondamentale la formazione, come ha sottolineato Andrea Mazzon head of business devepolement di We-go: «Per fare bene trasformazione digitale serve il mix tra tecnologia e imprese alle imprese manca molto spesso la competenza».Quanto sia importante la digitalizzazione delle filiere anche in altri settori meno virtuali, come quello della ristorazione, l'ha sottolineato Giulia Putin manager di Serenissima ristorazione, azienda che nel 2021 ha fatturato 400 milioni di euro, con 14 società collegate presenti tra Italia e il resto d'Europa con alle spalle una produzione di circa 250 mila pasti al giorno.

La strada per la sostenibilità

Dal controllo dei processi all'abbattimento delle emissioni di anidride carbonica continuando con la manifattura e gli investimenti. La strada per la sostenibilità passa per la digitalizzazione che riveste un ruolo importante anche nella transizione energetica. Quanto sia importante la transizione energetica lo sa bene anche Michele Viglianisi, presidente comitato grande industria Confindustria Venezia area metropolitana secondo il quale «bisogna virare verso un modello di energia che sia sicuro e generatore di valore, di lungo termine. La sostenibilità deve essere coniugata nelle tre direttive ambientale, sociale ed economica».Non meno importante, in questo scenario, l'aspetto finanziario che tra gli elementi di valutazione dei progetti mette proprio quello legato alla sostenibilità. E quindi, come sottolineato da Marco Pessione Responsabile Relazioni Business Imprese Nord CDP, il fatto che in fase di studio di un progetto di investimento si guarda alla «coerenza e priorità», l'impatto economico, sociale e ambientale, la complessità e strategicità. E poi un tema da risolvere: «Sostenibilità è cresciuta - ha detto - ma c'è un tema di non uniformità di valutazioni e certificazioni». Sostenilità e impatto ambientale è la parola d'ordine seguita da Mart Biotech che punta al biopolimero di quarta generazione non ecotossico e utilizzato per varie applicazioni, come ha spiegato il direttore generale Stefano Dessì.

Tra seta e frutta

Il mondo della sostenibilità poi abbraccia anche il mondo dei tessuti. Non a casoAndrea Favaretto Rubelli, amministratore di Rubelli, azienda di famiglia da 300 anni che esporta per l'80 per cento fuori dall'Italia, ha ricordato che «gli investimenti in sostenibilità vanno nella direzione della sperimentazione. Ora parliamo di sostenibilità ambientale anche se non si può prescindere dalle altre». Tracciamento e controllo e riduzione delle plastiche e degli scarti sono le linee guida di Agricola Lusia, azienda che, come sottolineato dal direttore Nicola Modica «da tempo ha avviato una politica di acquisti a residuo zero».

Il capitale umano

In tutta questa partita che punta alla sostenibilità c'è poi l'aspetto legato alle persone, quelle che Ketty Panni, Presidente Beate Vivo Farm, ha definito il vero valore. «È necessario istituire i fondo sul relazionesimo, ossia un fondo che si occupa di essere umani e investire nelle relazioni».

La via dell'idrogeno

Strettamente collegata alla sostenibilità la transizione energetica e quindi il passaggio dalla produzione di energia dalle materie fossili a quelle verdi. E la via dell'idrogeno su cui da tempo si comincia a lavorare. E' il caso di Hydrogen park, rappresentata da Andrea Bos operativa da 13 anni e che ora punta alla realizzazione di una vera e propria rete. «Non grandi concentrazioni ma realizzare un tessuto energetico». Il tutto senza cancellare il sistema industriale presente.«Dobbiamo utilizzare la nervatura presente nel sistema e integrarla per passare dal fossile all'idrogeno». Punta sulla ricerca e sul valore di elementi come il litio per l'elettromobilità Lorenzo di Donato Amministratore delegato di Alkeemia, produttore di acido fluoidrico a porto Marghera.A guardare alla sostenibilità, ma anche alla transizione energetica anche il settore nautico, come sottolineato da Luigi Duò cantiere navale vittoria, azienda che fra cinque anni compie un secolo e che fattura circa 60 milioni di euro l'anno. «Necessario puntare anche sulle conoscenze, sulla formazione e sulla svolta generazionale».

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